Perchè la stagione di motocross 2015 ha deluso

motocross 2015

La più grande stagione della storia del mondiale di motocross è finita miseramente con una serie di referti medici neanche fosse un pronto soccorso. Ecco la causa di un campionato da dimenticare

Il confronto stellare tra il numero uno del motocross americano e il re del motocross mondiale si è concluso dopo sole quattro gare per la tremenda caduta di Villopoto che non solo si è procurato una brutta frattura ma addirittura ha deciso di ritirarsi dalle competizioni. Uscito di scena il numero uno del motocross americano la lotta si è concentrata sui soliti noti. Con un Nagl in fuga inseguito da Desalle, Paulin e dal nostro Cairoli che come sempre parte piano per entrare in perfetta forma a metà Campionato. E invece niente di tutto questo perché quasi all’unisono Nagl, Desalle e Cairoli rimangono vittime di brutte cadute con conseguenti fratture che li obbligano a saltare numerose gare. Quindi la stagione più attesa degli ultimi 35 anni finisce con la beffa di un Rookie come Febvre che spavaldo e velocissimo si impossessa della prima posizione di questo mondiale e vola verso una vittoria tutto sommato meritata. Ma come è stato possibile rovinare un’occasione così speciale per il motocross?

Un campionato che avrebbe finalmente concentrato l’attenzione dei mass media su una disciplina troppo trascurata negli ultimi anni. Ebbene è inutile nascondersi dietro l’alibi della fatalità perché esistono delle cause e dei colpevoli ben precisi per questo fallimento. Se non vogliamo ammettere che i più grandi piloti del mondo non sono in grado di guidare al limite le moderne motociclette della MXGP oppure bisogna considerare che queste stesse moto a quattro tempi da 450 cm³ sono realmente sbagliate, troppo potenti e pericolose. Chi ha concepito questa stupida rivoluzione tecnica che ha raddoppiato le cilindrate cancellando il due tempi per ottenere una quattro tempi da 450 cm³ non si è reso conto dell’assurdo ingiustificato aumento dei costi e soprattutto delle potenze. Ora siccome non possiamo credere che Villopoto, Cairoli, Nagl e Desalle siano diventati dei brocchi tutto ad un tratto, allora bisogna riflettere attentamente sulla pericolosità di questi mostri da oltre 60 cavalli. La stessa micidiale serie di incidenti si era già manifestata nelle ultime edizioni del Supercross dove troppo spesso il campione era quello che riusciva ad arrivare sano alla finale di Las Vegas e la lotta non era quasi mai in pista ma contro gli infortuni in infermeria.

Inoltre non è pensabile un solo ridimensionamento delle cilindrate del quattro tempi ma è assolutamente necessario tornare al vecchio due tempi. Infatti questo passaggio imposto con l’alibi dell’inquinamento è stata solo una banale manovra speculativa che doveva decuplicare i guadagni delle case costruttrici. Questo perché obbliga tutti gli appassionati e i possessori di una moto da fuoristrada a costosissime revisioni per sostituire valvole alberi e pistoni a intervalli regolari pena la fusione di questi delicati motori a quattro tempi. Purtroppo questa manovra si è rivelata un vero e proprio boomerang perché le immatricolazioni sono calate drasticamente. Visti i costi vertiginosi solo i piloti praticanti possono permettersi questo ciclo di revisioni obbligatorie. Ma anche quelli sono ormai in calo.

Prima di questa rivoluzione ogni motociclista aveva nel suo garage una vecchia moto da fuoristrada a due tempi che sistemava da sé nel proprio garage cambiando al massimo le fasce o un pistone al termine di una intera stagione. Oggi una moto da fuoristrada a quattro tempi la comprano solo i piloti da enduro e cross. Se vogliamo salvare un mondiale ormai condizionato solo dagli infortuni e un mercato che ha perso migliaia di pezzi, bisogna prendere una decisione coraggiosa e cancellare questa assurda trasformazione riportando il fuoristrada con motori a due tempi.

Per la MXGP la cilindrata ideale tornerebbe ad essere la 250 o al massimo 300 a due tempi e per la MX2 una 125. Torneremo ad avere vere moto racing sicuramente più difficili da guidare ma decisamente meno potenti e soprattutto molto meno pesanti. Non capisco perché nessuno abbia ancora affrontato questa fondamentale questione che investe sia tutto il mondo racing che la produzione di serie. Sono anche sicuro che i minori introiti dovuti alle costosissime manutenzioni verrebbero compensati da un maggior numero di pezzi venduti. Per la questione dell’inquinamento, la moderna tecnologia, aveva già trovato validissime soluzioni per tutti i motori a due tempi prima che si decidesse di bandirli. Non c’è niente di male se la federazione motociclistica internazionale decidesse di riappropriarsi dell’unica cosa che non ha svenduto ovvero i regolamenti tecnici. E senza lasciarsi influenzare da ingegneri e responsabili delle case decidesse di ritornare ai motori a due tempi per tutto il fuoristrada.

Non dimentichiamoci che tutto il settore delle moto d’acqua e degli skyjet continua imperterrito a vivere grazie ai motori a due tempi sia nel settore delle competizioni che naturalmente nel vastissimo mercato mondiale delle wet-bike venduta al pubblico senza che nessuno ponga la più piccola obiezione dal punto di vista ambientale e dell’inquinamento. Insomma è davvero venuto il momento per la federazione internazionale di ripensare a numerosi regolamenti tecnici che alla luce delle ultime stagioni appaiono sbagliati fuori misura e soprattutto in grado di condizionare negativamente la cosa più importante delle competizioni motociclistiche, ovvero lo spettacolo. Sorpassi, duelli, battaglia ravvicinata e incerta fino alla bandiera a scacchi sono ormai un caro ricordo di un’era passata e finita in archivio. Oggi in tutte le discipline è l’elettronica che detta i ritmi e decide i pochi sorpassi. Elettronica assolutamente necessaria per gestire un numero di cavalli che nessun essere umano potrebbe mai gestire con la sola mano destra. A questo punto è davvero venuto il momento di ripensare a tutti i regolamenti tecnici prima che sia davvero troppo tardi e che si possa ripetere un’altra deludente stagione come quella della MXGP 2015.

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