SBK Lausitzring, le parole di Davies, Rea e Melandri

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Dichiarazioni nel post gara dei protagonisti di una gara-2 tiratissima e vinta ancora da un magnifico Chaz Davies su una Panigale perfetta

Quando pensi al Lausitzring ti viene in mente subito Ducati. Ed ecco che nell’ultimo weekend della storia del tracciato tedesco in Superbike, Chaz Davies, anima e cuore della Ducati, centra una perentoria doppietta portando a 26 il suo numero di vittorie nel campionato delle derivate di serie. Quale miglior modo per salutare la pista tedesca con doppietta e record della pista per Chaz che in entrambe le gare ha battuto Jonathan Rea, calcolatore fino ad un certo punto ma non a postissimo con la sua Kawasaki. Ecco quindi le parole dei protagonisti di una gara-2 tiratissima e corsa su ritmi davvero elevati come tempi sul giro e tensione. Non c’è stato duello all’arma bianca tra i protagonisti, ma il livello del confronto tra Davies, Rea e Melandri, è stato altissimo.

Si parte dalle dichiarazione del dominatore del weekend, Chaz Davies: «È stata una gran bella gara, e mi sono goduto ogni minuto in pista. Rispetto a ieri, tuttavia, inizialmente è stato un po’ più difficile perché partivo dalla terza fila. Siamo scattati bene al via e dopo un paio di giri vedevo già la testa della corsa, quindi quando ho visto Rea rompere gli indugi mi sono messo a caccia di lui e di Marco. Non è stato facile passarli, dopodiché ho semplicemente provato a dettare il mio ritmo, guidare pulito, e non fare errori. Sono rimasto sorpreso dal nostro passo in 1’36 alto oggi, siamo stati molto più competitivi rispetto ai test e questo testimonia il grande sforzo che tutti stanno facendo. Sono fiducioso in vista di Portimão, ora voglio godermi questa doppietta per poi prepararmi alla prossima battaglia»

Il campione del mondo e candidato alla terza corona consecutiva Jonathan Rea, offre la sua versione sul perchè non sia stato in grado di attaccare Davies, respingendo le accuse di essere diventato calcolatore: «Sono partito bene nei primi giri, superando diversi avversari ma quando la moto ha iniziato a scivolare, è diventata molto fisica e difficile da guidare, tra l’altro, questa pista è molto rovinata ed ho perso trazione dal posteriore. Oggi Chaz era superiore. In gara mi sono limitato a gestire il vantaggio su Melandri, non ho avuto grandi momenti, ma sono contento del mio doppio secondo posto e del vantaggio su Sykes, adesso a 70 punti. Il merito è del lavoro fatto con la squadra, in un weekend così difficile per noi»

Marco Melandri voleva essere della partita per la vittoria, ma si consola con il podio di Gara 2 e con la dimostrazione di aver appreso sempre di più sulla Panigale: «Dopo le difficoltà di ieri, non avrei scommesso di riuscire a salire sul podio qui. Invece abbiamo fatto un grande lavoro con tutta la squadra, cambiando la distribuzione dei pesi ed il bilanciamento in generale. La Panigale R oggi era molto più equilibrata, e mi sentivo più a mio agio. Purtroppo in un paio di curve la moto si muoveva ancora molto e perdevo in accelerazione. Ho provato a staccare più profondo per recuperare, ma ho fatto qualche piccolo errore e sul finale ho preferito portare a casa il risultato, memore anche di quanto accaduto in Gara 1 a Misano. Il bilancio è positivo: continuiamo ad imparare cose nuove ad ogni round, e presto arriveranno piste più congeniali per me. Sono fiducioso per le prossime gare»

Il poleman Tom Sykes aveva una ghiotta chance di rilanciare le proprie quotazioni per il mondiale, ma non è mai stato all’altezza del compagno Rea ed è stato battuto sonoramente anche da Melandri e Davies in Gara 2: «Ad inizio gara mi sono toccato con Savadori perdendo diverse posizioni dopo la buona partenza. Da quel momento in poi, ho dovuto battagliare con gli altri ragazzi, ma non era facile affiancarli e superarli in frenata. Solo quando mi sono sbarazzato di loro, ho potuto guidare come volevo, imprimendo il mio ritmo e riuscendo ad essere veloce come sapevo di poter fare. Certo, sono deluso oggi perchè qui in Germania volevo salire sul podio, ma non ce l’ho fatta. Però mancano ancora 4 round, otto gare, con 200 punti da assegnare; qui non abbiamo espresso il meglio dal nostro potenziale disponibile, ma lavoreremo ancora per stare sempre davanti»