Suzuki fa il primo passo verso il ritorno in SBK

@SUZUKI

Suzuki ha messo in pista la versione BSB della GSX-R 1000. Guintoli è la scelta giusta per far crescere una moto nata bene. Obiettivo ritorno al mondiale?

La storia della Suzuki nel mondiale SBK si è bruscamente interrotta nel 2015, lasciando un vuoto pesantissimo in griglia di partenza. Nel 2016 non c’è stata nessuna rappresentante della gloriosa Casa di Hamamatsu a difendere colori che hanno fatto la storia della categoria. L’età della GSX-R era diventato un problema troppo grande da superare e mentre la Honda stava preparando l’attuale Fireblade, in Suzuki si stava sviluppando la nuova generazione di sportive, con tanta tecnologia presa a piene mani dalla MotoGP. Le strade di Suzuki si sono incrociate con quelle di Sylvain Guintoli verso fine 2016, portando il campione del mondo SBK del 2014 in Gran Bretagna, per portare al debutto in gara l’ultimissima versione della Gixxer. Il francese avrà il compito di far crescere un progetto nato benissimo, di cui si dice un gran bene tra gli addetti ai lavori, ed un’eventuale successo in BSB potrebbe spalancare la strada per il rientro nel mondiale.

Perchè a voler rientrare nel mondiale c’è sia il pilota che la Casa costruttrice. La WSBK rappresenta il palcoscenico ideale per consentire alla Suzuki di mettere in mostra il proprio gioiellino tecnologico e solo il passaggio del Team Crescent a Yamaha ha bloccato il percorso che era probabilmente già tracciato. La mancanza di un partner di alto livello e la gioventù del progetto hanno quindi convinto i vertici a puntare su un campionato diverso. Badate che non abbiamo utilizzato il termine “campionato minore” perchè la BSB non si può assolutamente definire così nei confronti del mondiale SBK.

Il campionato per derivate di serie che si corre in terra d’Albione offre un livello altissimo, uno spettacolo unico ed un ottimo palcoscenico. Ma ciò che davvero fa la differenza con il mondiale è la mancanza della evolutissima elettronica che è oggi assolutamente indispensabile per domare gli oltre 230 cv di qualsiasi SBK.

In BSB ci si affida infatti alla centralina unica sviluppata da Motec, il che permette anche ad un progetto giovane come quello Suzuki di non soffrire troppo gap dalle moto che hanno dominato negli ultimi anni. Prova ne è il fatto che anche nel 2016 la GSX-R gestita dal team Bennets ha più volte fatto capolino al top con Tommy Bridewell.

@SUZUKI-RACING

Suzuki ha quindi scelto la miglior soluzione possibile per mettere in pista una moto che rappresenta la chiave di volta per il rientro in grande stile nel mondiale. Archiviata la collaborazione con Crescent nel mondiale, non possiamo che abbandonarci al fascino di una ipotesi romantica. E cioè che sia Francis Batta con la sua Alstare a riportare la GSX-R al top in SBK nel 2018. Per ora è semplicemente un sogno. Ma Batta ci ha abituato a colpi di autentica classe nel momento meno atteso.