La Top 10 dei piloti più sfigati

Top Ten piloti sfigati

Gli Oscar della sfiga: la Top 10 e i gesti più folli nel mondo delle moto

In tantissimi mi chiedono di proseguire la serie di Top Ten del motociclismo. Dopo quella sulle moto più emozionanti e su quelle più amate è arrivato il momento di occuparci dei piloti e delle loro imprese. Naturalmente sarebbe troppo banale stilare una top ten dei migliori. Si partirebbe da VR con Ago secondo e Hailwood o Nieto al terzo posto. Invece nessuno ha mai stilato la classifica opposta. Ovvero quella dei piloti più sfigati. Quelli che senza la contrapposizione della sfiga sarebbero diventati pluricampioni e invece sono rimasti promesse mai realizzate.

Volete un esempio? Facile, al primo posto si può mettere senza timore di essere smentiti Loris Reggiani. Il forlivese dotato di grandissima classe e sensibilità avrebbe potuto vincere svariati mondiali se non fosse stato bersagliato da una serie incredibile di infortuni pazzeschi, come la rottura dei freni mentre provava una moto nel giardino di casa finendo per schizzare dritto sulla statale mentre passava un tir. Appena uscito dall’ospedale ci rientrava ma sempre per incidenti assurdi e stranissimi tanto che Loris non è mai riuscito a correre una intera stagione sano al 100% e quindi non ha mai vinto un titolo iridato. Solo dopo aver soggiornato a lungo a Lourdes si è liberato da questa sfiga e oggi è un ottimo telecronista senza problemi.

Al pari di Reggiani anche Randy Mamola nonostante una grande classe e grinta non è mai riuscito a vincere nulla. Ma più che di sfiga vera e propria, secondo me il bravo californiano ha mancato il titolo per la sua grullaggine nel gestire quel gran talento che aveva. Altri esempi di notevole sfiga sono quelli di piloti come Troy Corser che perse un Mondiale ormai vinto a causa delle tremende conseguenze di una banalissima scivolata durante il Warm Up dell’ultima gara a Sugo, dove non potè partecipare.

Ma forse l’Oscar della sfiga potrebbe andare ad un pilota di cross che poteva diventare il primo italiano iridato nella storia del motocross, ma per colpa di un altro italiano ha ceduto il titolo ad un terzo pilota, sempre italiano. Questa incredibile sceneggiatura da film di Hitchcock è capitata a Corrado Maddii che arrivò ad un soffio dallo storico primo titolo iridato per un italiano. Nel corso delle prove ufficiali della gara finale Corrado, che aveva un margine abissale di punti,  fu centrato da Michele Fanton che gli finì addosso spezzandogli una gamba e permettendo al rivale di Corrado, Michele Rinaldi di correre la gara della vita diventando il primo italiano iridato nel cross.

Potremmo anche stilare la classifica dei piloti più bizzarri o dei gesti più bizzarri di piloti bizzarri. Ed essendo i piloti già dotati di un notevole bagaglio di lucida follia, è assai difficile scremare tra le migliaia di episodi per trovare i più originali. Se escludiamo Falappa che ha fatto alcune delle cose più folli praticamente ad ogni gara a cui ha partecipato, allora la palma del più originale va forse ad Hakan Carlqvist, pilota svedese di Cross che durante il Gran Premio 500 di Namur del 1988 decise di fermarsi al Bar della piazzetta dove passava la pista per bersi una birra prima di tagliare il traguardo! Il vantaggio umiliante che “Carla” aveva sugli altri gli permise di fare questo stupendo gesto di smargiasseria nei confronti dei poveri avversari.

Al pari di Carlqvist anche Hurricane Bob Hannah, pilota americano di SuperCross durante la finalissima di Bologna si fermò sul panettone di arrivo un giro prima della fine e chiese allo speaker allibito se aveva visto gli altri piloti perché lui non ne aveva visto nessuno in pista! Poi al sopraggiungere del gruppone degli avversari, l’asso americano ripartì vincendo in solitario una finale storica.

Sempre il Motor Show è una fonte inesauribile di episodi a dir poco originali con piloti come Barabba o Petersen che si presentarono alla finalissima della Gara SuperBikers con due mezzi pazzeschi. Fabio Turci detto Barabba decise di prepararsi una Guzzi Biciclindrica 800 a V per affrontare le agili mono giapponesi da 500cc. Non vinse nulla ma scatenò il delirio del pubblico per il sound e le impennate che faceva fare a quel mostro gigante. Anche Dave Petersen passato alla storia per essere il primo pilota della storia a farsi tagliare un dito per proseguire la stagione della 500 (dopo di lui Troy Bayliss e Hopkins hanno fatto altrettanto) fece una impresa notevole al Motor Show. Si presentò con la Suzuki 500 Gran Prix del team Gallina da 200 HP trasformata in Cross con ruote alte e manubrio da fuoristrada. Una enduro ricavata dalla Suzuki 500 4 cilindri da gran premio trasformata in Cross. Anche lui non vinse nulla ma l’accelerazione e il suono nel breve rettilineo del piazzale 48 se lo ricordano ancora in molti.

Ma forse il gesto più folle tra tutti è quello dell’asso belga Joel Robert (5 titoli iridati) che la notte prima di correre l’ultima gara della stagione dove aveva 40 punti di vantaggio, si lasciò andare a troppi festeggiamenti rimediando una ubriacatura pazzesca. E lui doveva almeno prendere 5 punti a manche per vincere il quinto titolo. Lo misero sotto una doccia e gli fecero bere 10 caffè ma al via il roccioso belga finì contro un albero andando a dritto alla prima curva. Rialzatosi prontamente anche se molto frastornato Joel ripartì subito ma imboccando la pista alla rovescia! Cioè contromano e nonostante gli urli e le bandiere dei commissari fecce tutto un giro fino a quando non si trovò di fronte i 39 avversari che gli arrivavano dritti in faccia. Senza perdere la calma, girò in fretta la moto e ripartì nel senso giusto appena davanti al primo della gara, quasi campione del mondo al posto suo. Peccato che Robert era una bestia! E si mise a tirare fino a raggiungere il gruppone finendo tranquillo in decima posizione che gli permise di vincere il mondiale.

Ma di gesti folli e comportamenti originali ne è davvero piena la storia di questo stupendo sport tanto che dovremmo avere altre 10 pagine per raccontare solo i più eclatanti come quello del papà di Valentino che decise di ribellarsi al team Manager della Suzuki Roberto Gallina, presentandosi nella pit lane di una gara con una gallina vera al guinzaglio. A chi gli chiedeva spiegazioni lui ripeteva che ora comandava lui Gallina e non sempre Gallina Lui. Però credo proprio che noi amiamo molto questi piloti perché sono davvero originali e ognuno con un pizzico di follia che li rende unici e veramente non banali. E soprattutto perché solo chi è un poco folle insegue dei sogni che le persone normali non hanno.

1 COMMENTO

  1. Premesso che nessuno potrà mai stabilire una classifica reale su quale sia stato il pilota più forte della storia (storia peraltro infinita, basta pensare a quel che sta facendo Marquez) devò però obiettare che quel terzo posto di Hailwood grida vendetta 🙂 (a mio modestissimo parere, ovviamente).
    Al di là del numero di titoli (9 come Rossi ma ottenuti in 3classi + 1 TTF1) le sue imprese lo innalzano ben al di sopra del terzo posto. E’ stato forse l’unico a vincere 3 GP in una sola giornata (ed i suoi avversari erano Agostini, Reda e Ivy per citare i più noti); la sua carriera è incominciata tardi rispetto ai piloti moderni ed è finita presto, a 27 anni, per motivi contrattuali; ha primeggiato anche con le 4 ruote; è tornato al TT a 38 anni battendo read con la Honda ufficiale (lui con una Ducati “raffazzonata”) e l’anno successivo si è ripetuto con una Suzuki 500. Cosa doveva fare di più?