MotoGP, Poncharal: «Suzuki? Se svelo i problemi qualcuno mi uccide!»

andrea iannone
@Suzuki Racing

La stagione 2017 MotoGP vive di un generale equilibrio che permette di trovare vicinissime fra loro Yamaha, Honda e Ducati. Ma la Suzuki? Ecco la teoria di Hervé Poncharal

Il Team Manager di Tech3 Hervè Poncharal ha espresso il suo pensiero riguardo il grande quesito sulla stagione Suzuki 2017 attraverso Crash.net, individuando un preciso motivo riguardo i problemi della GSX-RR in pista. La perplessità ovviamente riguarda la motivazione che si nasconde dietro il declino di prestazioni delle moto di Hamamatsu, che stanno passando il momento più basso della loro storia dal rientro in MotoGP targato 2015. In una stagione in cui ci sono stati già cinque vincitori diversi in nove gare, e su tre moto di Costruttori differenti, le difficoltà di Suzuki sono ancora più evidenti. Questo il suo pensiero sui problemi della compagine diretta da Davide Brivio, che ha puntato moltissimo sull’ingaggio di Andrea Iannone e non riesce ancora a trovare la strada per tornare ai livelli mostrati nel 2016: «Quest’anno ci sono almeno tre Costruttori che competono allo stesso livello e sono Yamaha, Honda e Ducati. La scorsa stagione, la Ducati era leggermente indietro. Hanno vinto due gare, ma una su un tracciato particolare come lo Spielberg e l’altro sul bagnato a Sepang. Quest’anno il vero punto di domanda riguarda la Suzuki. Che succede? E’ perchè la moto è peggiore della precedente, o perchè i piloti non riescono a sfruttarla… non sarò io a dirlo, altrimenti qualcuno verrà ad uccidermi!».

Dopo aver scherzato sulle letali conseguenze delle sue affermazioni, il manager spiega il suo punto di vista: «Ma proviamo a spiegare le cose: grazie al regolamento, Yamaha, Honda e Ducati sono tutte molto vicine. Io sono un uomo Yamaha, e posso dirvi che non c’è stata un’enorme evoluzione tra la moto 2016 e la 2017. Le moto sono tutte allo stesso livello a causa del congelamento dello sviluppo del motore ed anche alle gomme uguali per tutti, come la centralina ed ovviamente l’aerodinamica».

Analizzata la somiglianza tra le moto, figlia di un regolamento che ha condotto ad un livellamento delle prestazioni, il titolare del Team Yamaha Tech3 cerca di trovare il vero motivo per i problemi Suzuki, ponendo attenzione su un tema spesso sottovalutato: «Detto questo, non penso che la Suzuki sia meno competitiva della scorsa stagione. Penso che Vinales sia un pilota speciale. E penso che alcuni non abbiano ben compreso neanche il livello di Aleix Espargarò, come conferma quello che sta facendo oggi con Aprilia. Perciò in Suzuki nel 2016 avevano due ottimi piloti estremamente motivati e molto veloci. Non voglio condannare nessuno, ma Alex Rins è un Rookie e si è infortunato varie volte. Andrea Iannone ha guidato una Ducati che è una moto talmente diversa da causargli uno shock, rendendogli impossibile adattarsi. Basta guardare Lorenzo per capire che è la stessa storia, ma al contrario. Il punto è che Ducati ha tenuto Dovizioso, mentre Suzuki ha cambiato entrambi i piloti. Ma se avessimo avuto Lorenzo ed un altro pilota X in sella alla Ducati, forse la loro situazione sarebbe stata simile a quella della Suzuki. Tutti si aspettavano che Lorenzo potesse essere più competitivo, esattamente come per Iannone sulla Suzuki»