MotoGP, Kallio, Pirro e gli altri: professione «collaudatore» (e wild card)

Mika Kallio e Michele Pirro tester rispettivamente di KTM e Ducati MotoGP (© KTM Press)

Il ruolo di tester delle case costruttrici impegnate in MotoGP assume un’importanza sempre più cruciale nel pianificare lo sviluppo delle moto: come Honda, Yamaha, Ducati, Aprilia, KTM e Suzuki si sono attrezzate per la stagione 2018.

Non chiamateli semplicemente «collaudatori». Nell’ultimo periodo i cosiddetti tester delle case costruttrici impegnate in MotoGP si sono ritagliati un’importanza non di poco conto nei piani di sviluppo delle moto e dei relativi programmi sportivi. Oltre a macinare chilometri in giro per il globo, gli ormai ex-collaudatori sono piloti a tutti gli effetti, dal potenziale per correre (e, perché no, ben figurare) a tempo pieno proprio nella classe MotoGP.

L’esempio-simbolo al riguardo è tutto «Made in Italy». Dal 2013, dopo una stagione in MotoGP (CRT) con il team Gresini, una vittoria in Moto2 e nel Mondiale Supersport annoverando diversi titoli italiani nel palmares, Michele Pirro è entrato a far parte dei piani Ducati Corse assumendo il ruolo di pilota/collaudatore del progetto MotoGP. «Michele è insostituibile», affermano senza mezzi termini i vertici Ducati da Claudio Domenicali a Luigi Dall’Igna, con tutte le ragioni del mondo. I feedback del portacolori delle Fiamme Oro sono risultati preziosissimi per condurre la Desmosedici GP nell’olimpo della top class, facendosi trovar pronto per ogni evenienza (sostituzioni di piloti infortunati dell’ultim’ora compresi). Bi-Campione CIV Superbike (2015 e 2017) nell’ultimo triennio, Pirro quest’anno potrebbe non ripetere l’esperienza nel Campionato Italiano Velocità, ma sarà nuovamente ai nastri di partenza in 3 gare della MotoGP in qualità di wild card.

Frutto dei privilegi per le case che possono godere delle «concessioni» previste dal regolamento, saranno ben 6 le gare che disputerà invece Mika Kallio, sin dal Day 1 coinvolto da KTM nel programma di sviluppo della RC16 MotoGP. Al pilota finlandese, già in evidenza nei vari GP disputati nel corso della stagione 2017, sarebbe piaciuto correre quest’anno da titolare a tutti gli effetti, ma per il momento dovrà «accontentarsi» della partecipazione ai Gran Premi di Jerez, Montmelò, Sachsenring, Spielberg e Aragon più un’ulteriore presenza-spot da definire in corso d’opera (Valencia?).

Kallio ha dato prova del proprio valore nel raffronto con i titolari Pol Espargaro e Bradley Smith, così come due case che potranno annoverare nel proprio parco-collaudatori dei Campioni del Mondo. Accanto a Takuya Tsuda, Suzuki si è assicurata Sylvain Guintoli, già sostituto dell’infortunato Alex Rins in diverse occasioni e pronto a disputare 2-3 gare da wild card, mentre Honda a breve dovrebbe annunciare l’ingaggio di Stefan Bradl. L’iridato Moto2 2011, chiusa la parentesi in Superbike, svolgerà il doppio-compito di tester e terzo pilota HRC per i programmi MotoGP, andando ad affiancarsi a Takumi Takahashi (Campione All Japan Superbike in carica) con Hiroshi Aoyama destinato al ruolo di Team Manager di Honda Team Asia tra Moto2 e Moto3. In casa Yamaha per i collaudi della M1 in fase prototipale si continuerà a far affidamento sul recordman dell’All Japan Superbike Katsuyuki Nakasuga (3 vittorie su 3 alla 8 ore di Suzuka dal 2015 al 2017) e Kohta Nozane, quest’ultimo ben in vista a Motegi con Tech 3 da sostituto dell’indisponibile Jonas Folger.

Passando ad Aprilia, la RS-GP nel corso del 2017 ha potuto avvalersi di tester d’eccezione come Eugene Laverty, ma anche dei nostri Matteo Baiocco e Lorenzo Savadori: il rafforzamento del Test Team di Noale sarà uno degli assi nella manica per una stagione 2018 da vivere in costante ascesa.