Superbike chiama, Laguna Seca risponde

SCOTT RUSSELL KAWASAKI LAGUNA SECA

Il Mondiale Superbike sbarca a Laguna Seca per il Gran Premio degli Stati Uniti, nono e ultimo round della stagione prima della lunga pausa estiva. Storie di piste e piloti in salsa USA

Piccolo ripasso di storia del Mondiale Superbike per prepararci al nuovo round su un tracciato a stelle e strisce: su quali tracciati americani si è disputato almeno un round del Mondiale Superbike? Risposta fin troppo semplice per chi ha seguito il Mondiale fin dalla sua prima edizione nel 1988. I tracciati sono 3 e sono nell’ordine: Brainerd, Laguna Seca e Miller Park in rigoroso ordine cronologico.

Iniziamo subito dal capostipite dei tracciati a stelle e strisce del Mondiale Superbike, Brainerd. Costruito nel 1968, il circuito situato a Brainerd in Minnesota, è entrato nel calendario del Mondiale Superbike nel 1989 e ha visto subito la doppietta del francese Raymond Roche con la Ducati. In tutto Brainerd ha ospitato 3 edizioni del Gran Premio degli Usa, 1989-1990-1991. Nel 1990 è il belga Stephane Mertens a prendersi la vittoria di gara-1 mentre l’idolo di casa Doug Chandler vince gara-2, nel 1991 è Doug Polen a fare doppietta.

Gran parte della storia del Mondiale Superbike su suolo americano è stata scritta dal mitico tracciato di Laguna Seca, in California. Il tracciato, costruito nel 1957 ha ospitato la Superbike ininterrottamente dal 1995 al 2004 per poi tornare nel 2013 dopo l’esperienza sul Miller Park. Sono ben 13 quindi le edizioni su un tracciato che negli anni ne ha viste di cotte e di crude tra sorpassi incredibili, vittorie mozzafiato ed incidenti rocamboleschi.

Nel 1995, anno di ingresso in calendario, Laguna Seca era il settimo di dodici round previsti per quella stagione e a farla da padrone furono due australiani, Troy Corser ed Anthony Gobert. Sembra strano a dirsi ma sono proprio gli australiani a fare la voce grossa in terra californiana: Troy Corser, Anthony Gobert, Mat Mladin, Chris Vermeulen e Steve Martin tra pole e vittorie sono coloro che hanno violato il suolo americano a fronte di poche soddisfazioni americane. Solo John Kocinski, Ben Bostrom e Colin Edwards sono riusciti a vincere a Laguna. In questi ultimi anni è emersa anche la scuola europea grazie ai rappresentanti di Gran Bretagna ed Irlanda, quali Chaz Davies, Tom Sykes e Eugene Laverty.

Last but not least, il tracciato di Miller Park. Situato nello Utah non molto lontano da Salt Lake City, il tracciato di Miller è stato la casa del Gran Premio degli Stati Uniti dal 2008 al 2012 e Carlos Checa è stato assoluto protagonista con 5 vittorie, due con Honda subito nel 2008 e tre ottenute con la Ducati 1198 del Team Althea, grazie ad una doppietta nel 2011, ed una vittoria in gara-1 nel 2012.

Passando ad analizzare i piloti che gli Stati Uniti hanno regalato al Mondiale SBK, si può constatare che gli appassionati americani non si possono certo lamentare. Ben Spies, Nicky Hayden, Colin Edwards, Doug Polen, Scott Russell, John Kocinski, Fred Merkel, Ben Bostrom, sono solo alcuni dei piloti che hanno fatto vivere agli appassionati delle derivate di serie statunitensi grandissime emozioni.

Ben Spies in Superbike ci arriva da rookie nel 2009 in sella alla Yamaha R1 e subito si porta a casa il primo ed unico mondiale della sua carriera battendo un talento come Noriyuki Haga. A fine stagione sono 14 le vittorie per Texas Terror su 28 gare con 11 pole e 17 podi.

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Fred Merkel è stato il primo pilota a credere nel progetto Superbike e subito ha ottenuto il massimo: 2 mondiali con la Honda nel 1988 e nel 1989 nel Team Honda Rumi, mentre nelle 4 stagioni successive non è riuscito a ripetersi.

Due mondiali se li è presi anche Doug Polen, nel 1991 e 1992 con la Ducati. Il nativo di Detroit ha esordito in Superbike nel 1988 con la Suzuki ed una squalifica a Donington Park. 7 sono le stagioni di Polen in Superbike ma 3 effettivamente corse per intero con un bottino finale di 27 vittorie su 80 gare disputate.

Anche per Scott Russell arriva la gioia del Mondiale Superbike, nel 1993 davanti ad un certo Carl Fogarty, colui che poi diventerà il Re. Debutta nel 1989 con la Suzuki disputando solamente il round di casa. Nel 1990 passa in Kawasaki nel Team Muzzy, ed è con la casa di Akashi che ottiene le maggiori soddisfazioni: titolo nel 1993 e secondo posto l’anno successivo. Su 9 stagioni disputate, sono 4 quelle effettivamente completate con un bottino di 14 vittorie su 118 gare

Titolo mondiale centrato anche da John Kocinski nel 1997 sempre battendo Carl Fogarty. Per il nativo di Little Rock solamente due stagioni disputate, 1996 e 1997 con un bottino di 14 vittorie e 29 podi in 48 gare disputate.

Se Ben Spies è l’ultimo rider americano ad aver centrato il titolo, il penultimo è sicuramente uno dei più amati. Stiamo parlando di Texas Tornado, al secolo Colin Edwards, campione nel 2000 e 2002. Per Colin l’esordio in Superbike avviene nel 1995 in sella ad una Yamaha, 2 stagioni positive ed una da buttare a causa di un brutto infortunio patito a Monza nel 1997. Nel 1998 la svolta, avvenuta con il passaggio al  team Castrol Honda.

Con la RC45 centra le prime 3 vittorie in carriera nel 1998. Nel 1999 le vittorie salgono a 5 sempre in sella ad una RC45 ormai a fine carriera. Nel 2000 Honda mette nelle mani di Colin la nuovissima VTR 1000SP-W, bicilindrica nata per contrastare lo strapotere di Ducati. Colin centra il titolo con 8 vittorie su 26 gare, nel 2001 chiude al secondo posto dietro a Troy Bayliss e nel 2002 si prende la rivincita sull’australiano della Ducati. Per Texas Tornado bottino finale di 31 vittorie su 176 gare.

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Un altro dei beniamini e funambolo delle derivate di serie, è senza dubbio Mr.BB Ben Bostrom. Il nativo di Redding sbarca in Superbike nel 1998 come wild card nella gara di casa. Stesso episodio nel 1999 con vittoria di gara-2 a Laguna Seca, mentre dal 2000 è in pianta stabile in Superbike e chiude la stagione al 7° posto. Nel 2001 si piazza al terzo posto con 6 vittorie (doppietta a Laguna) mentre nel 2002 è 5° con un solo podio all’attivo. Rientra nel 2005 in sella alla Honda ma ottiene soltanto 58 punti ed una mesta 15^ posizione nel mondiale. Per BB un bottino finale di 7 vittorie in 104 gare disputate con 17 podi e 2 pole.

 

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Anche gli americani hanno avuto la loro buona dose di meteore, tra cui Mike Baldwin, ex compagno di Giancarlo Falappa in Bimota nel 1989, e Doug Chandler, ex pilota in Superbike dal 1989 al 2002 ma autore solamente di wild card senza aver mai disputato una stagione completa nel mondiale.

Questo week end si corre a Laguna Seca, ed è forse il turno di Nicky Hayden di far tornare a vincere un pilota USA in casa. Nel 2002, in occasione della sua wild card nel mondiale, agguantò una quarta posizione di forza in gara 1. Gli tocca scalare il podio.