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Honda, Bradl: «Takahashi avrà molto da lamentarsi in SBK»

Luca Agnelli 5 Settembre 2017
BRADL SBK

BRADL SBK

Stefan Bradl, da un evento promozionale per Honda Motor Europe, fa il punto della situazione sulla moto Superbike e sul suo ennesimo nuovo compagno Takahashi

Stefan Bradl, ospite dell’evento organizzato dallo sponsor Castrol per Honda Europa a Barcellona, ha fatto un importante punto della situazione sulla sua stagione 2017 in Superbike e sui futuri miglioramenti da apportare alla Fireblade per far decollare il progetto HRC nel Mondiale delle derivate di serie. Tra gli argomenti toccati, anche l’ufficialità di un nuovo definitivo compagno di squadra in sostituzione del compianto Nicky Hayden dopo le esperienze di Jack Gagne e Davide Giugliano: il giapponese Takumi Takahashi, già pilota della “casa alata” nella All Japan Superbike Championship in cui quest’anno ha vinto due gare in sella alla CBR1000RR SP2. «Credo che questa sia una buona soluzione. La soluzione migliore sarebbe se Nicky fosse ancora vivo…Takahashi ha ottime esperienze con la moto della 8 ore e con la Superbike del Campionato giapponese. Spero che possiamo far tesoro delle sue indicazioni. Posso immaginare che Takahashi avrà molto da lamentarsi nel nostro Campionato del Mondo di Superbike. Dopo di ciò, vedremo quali saranno le conseguenze» ha dichiarato Bradl, facendo riferimento alle maggiori problematiche della Honda Red Bull.

BRADL FIDUCIOSO: «IL SOSTEGNO DAL GIAPPONE UN PRIMO BUON SEGNO» – Bradl è però ottimista grazie ai segnali di risposta ricevuti dalla casa madre alle sue lamentele (a Barcellona il tedesco avrà dei colloqui chiarificatori anche col capo Robert Watherstone e con il team manager Marco Chini), e vede nella scelta di Takahashi un indizio incoraggiante: «So che il tecnico di Honda, Makoto Nagayama, che è stato nei box con me al tempo della LCR, viene a Portimao con Takahashi, che è un buon segno per me, lo conosco molto bene, abbiamo un buon legame tra di noi. È un primo buon segno che il sostegno proviene dal Giappone. Devo andare a Portimao per scoprire quale configurazione hanno usato nel campionato giapponese. Nagayama può certamente fornire informazioni e rivelare i dettagli. Suppongo che Takahashi in Giappone nella squadra Musashi RT HARC-PRO Honda fosse con l’elettronica Magneti-Marelli, come era nel caso di Suzuka. Sono curioso di ciò che dirà della ECU Cosworth».

LA FIREBLADE DELLA 8 ORE DI SUZUKA IL PUNTO DI RIFERIMENTO ATTUALE – Un paragone, quello con la Fireblade della 8 ore di Suzuka, che il tedesco fa supportato dai fatti, dopo averla potuta provare, notandone tutte le migliorie rispetto alla sua moto: «Già quando ho messo la terza marcia in corsia, sapevo che questa moto era tecnicamente di un livello diverso. Questo parte dal cruscotto, che conosco dalla MotoGP di LCR-Honda, continua con l’elettronica Marelli e si conclude con la migliore posizione di seduta. In Giappone hanno messo insieme un pacchetto migliore con la nuova Fireblade. Naturalmente, il sistema di controllo del motore di Marelli ha molto da offrire in questo concetto. Se tutto funziona più agevolmente, se non devi preoccuparti di nulla, non perdi tempo e puoi costruire una vera fiducia nella moto». «Queste sono semplicemente cose da migliorare. E non è una novità che siamo troppo lenti con il nostro pacchetto corrente almeno di 1 secondo e mezzo ogni gara» ha chiosato un Bradl fiducioso.

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