Box 46 Mugello: per Valentino il cucchiaio è rimandato

Box 46 Mugello
Ph. Giandomenico Papello

Quando Totti fece il cucchiaio all’Olanda, era di certo stanco e provato dopo 120 minuti di partita. Ma Valentino al Mugello era semplicemente stremato, ed ha preferito evitare un rischio eccessivo

Nel Mugello che è diventata la grande festa italiana è mancato il protagonista più atteso di tutti, è mancato il pilota capace di portare in pista una buona parte dei 167 mila tifosi che hanno popolato le tribune ed i prati. Valentino Rossi non è riuscito nell’impresa di salire sul podio e rendere una grande festa per l’Italia ancora più epica. Con Dovizioso a vincere sulla Ducati e Petrucci a commuoversi sul podio, trovare anche Valentino a stappare lo champagne sarebbe stato un momento davvero splendido, senza nulla togliere alla felicità per il doppio podio azzurro. Eppure è innegabile che quel quarto posto sia amarissimo da digerire, ma solo se ci si ostina a vedere il bicchiere mezzo vuoto. Nel weekend di gara, abbiamo letto qualsiasi tipo di messaggio sui Social da parte di tifosi ed Haters.

C’è stato chi ha compreso che la botta di Cavallara poteva avere conseguenze serissime e compromettere la partecipazione di Valentino al “suo” Mugello, e chi invece non ha perso occasione per sputare veleno contro un campione che corre con passione infinita da oltre vent’anni, e non ha davvero perfettamente nulla da dimostrare a nessuno. Rossi è arrivato al Mugello ben consapevole che avrebbe avuto difficoltà a terminare la gara in perfette condizioni fisiche. Le MotoGP di oggi sono degli autentici mostri, e vanno portate al limite per l’intero arco di gara. Non c’è spazio per un momento di pausa, non puoi tirare  il fiato. Non è permessa alcuna distrazione e non c’è un pit stop che ti permetta di ritrovare la concentrazione. Portare al limite una MotoGP da 260 cv su un tracciato tecnico ed impegnativo come il Mugello è una faccenda da superuomini, capaci di sostenere sforzi fisici e mentali ad altissimo livello.

Valentino sapeva di poter essere veloce, e di poter anche ambire ad un posto in prima fila in qualifica, forte di una Yamaha senza dubbio in palla al Mugello. Ma la gara è stata un’altra storia, ed ha posto Rossi davanti ad una realtà assolutamente impossibile da negare: le condizioni fisiche erano buone, ma non perfette.

Rossi in gara ha lottato nei primi giri, quando ancora poteva contare su una buona tenuta fisica. Poi ha iniziato a perdere colpi, ed ha capito che sarebbe stato impossibile resistere fino alla fine in testa alla gara. Ha dato spettacolo nel duello con Lorenzo dei primi giri, con un sorpasso di classe cristallina su un maiorchino indiavolato sulla Desmosedici nei primi giri. Dopo ha iniziato ad accusare il colpo e nelle interviste post gara è stato più che chiaro: «Dopo 8 giri ero senza forze, completamente sfinito». Che Valentino fosse davvero provato a fine gara, è apparso chiaro quando si è sfilato il casco, mostrando un volto sofferente. La classe infinita ed il feeling naturale con il Mugello gli hanno permesso di restare attaccato al treno dei primi per tutta la gara, ma Valentino non aveva la forza per sferrare l’attacco a Petrucci e per insidiare Vinales e Dovizioso.

Visto lo stato di forma della Desmosedici al Mugello, ci è venuto in mente un parallelismo con l’edizione 2006 del Gran Premio d’Italia. All’epoca il duello spettacolare fu messo in pista da Rossi con la sua M1 e Loris Capirossi, in sella ad una Ducati GP6 dalla livrea splendida ed in forma smagliante. Rossi e Capirossi offrirono un grande show, e vedere Valentino costretto a difendersi per arrivare quarto mentre il Dovi andava a vincere ha fatto pensare che forse quella del 2017 sarebbe stata una sorta di riedizione di quella bellissima Mugello 2006. Undici anni dopo, Valentino avrebbe duellato di nuovo con una Desmosedici guidata da un pilota italiano per giocarsi la vittoria nel Gran Premio d’Italia.

La sfortuna ci ha messo lo zampino, ma la forza di volontà ha permesso in ogni caso a Valentino di conquistare 13 punti che nell’ottica di un campionato così combattuto potrebbero valere oro a fine anno. Adesso tocca tornare in pista al Montmelo, per il Gran Premio di Spagna che nel 2016 regalò la rivincita a Valentino su quel motore in fumo al Mugello. Il tempo per recuperare è poco e la speranza è che si possa arrivare in Spagna forti di una condizione fisica migliore. La nuova conformazione del Catalunya potrebbe mescolare le carte in tavola rispetto al 2016, e c’è anche qualche preoccupazione per il grip della pista che sembra scarso, con il “rischio” di ripetere una situazione simile a quella di Jerez. L’obiettivo è quello di restare attaccato al leader di campionato, e non permettere a Maverick Vinales di tentare una fuga che è senza dubbio alla sua portata. Ne siamo certi, manca poco a quel momento della stagione in cui Valentino sistema il pallone sul dischetto e calcia il rigore più atteso. Se starà bene, potete scommetterci che farà un “cucchiaio”!