F1, il 22 febbraio la presentazione della nuova Ferrari

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La nuova rossa che darà l’assalto al mondiale 2018 verrà presentata ad un mese dalla prima gara. Marchionne intanto attacca: «Lasciare la F1? Non stiamo bluffando»

Circa due mesi ancora e poi il mondo conoscerà la nuova Ferrari, quella che proverà a dare l’assalto al titolo mondiale piloti che alla Scuderia non si vede ormai dal lontano 2007. Sarà il 22 febbraio il giorno della presentazione ufficiale del nuovo bolide rosso; lo hanno annunciato Sergio Marchionne, Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto a margine del pranzo natalizio di Maranello. La Ferrari ancora non ha svelato quella che sarà la sigla della nuova nata che dovrà provare a strappare lo scettro iridato alla Mercedes, ma le intenzioni sono chiarissime: creare una vettura che sia competitiva da subito per mettere i piloti in condizione di vincere già dal Gran Premio d’Australia, mettendo così pressione ai rivali. Tra i tanti argomenti toccati Sergio Marchionne ha rivolto una particolare attenzione proprio ai driver: «Vettel deve avere dentro di sé una parte latina, meridionale, che lo rende in certe circostanze meno freddo di quanto si potrebbe pensare. E’ però anche un pilota che studia molto il contesto ed anche sé stesso e sono sicuro che nel 2018 la sua parte meridionale non la vedremo. Il nostro compito è di dargli una macchina al top, poi dipenderà da lui. Se quest’anno nel trittico asiatico avessimo tenuto il rendimento del resto della stagione avremmo vinto il campionato. Arrivare secondi non è entusiasmante e le colpe sono da dividere tra piloti e scuderia». Riguardo Kimi Raikkonen invece secondo Marchionne il problema non è il talento del pilota ma la sua mancanza di continuità: «E’ un pilota con tanto talento. Se si trova la vite giusta da girare diventa fenomenale, il problema è riuscire a farlo rendere con costanza in tutte le gare della stagione, ma il suo talento non si discute».

Il CEO di Ferrari poi è tornato a parlare della spinosa questione dei nuovi regolamenti per le power unit, che sono da definire e che entreranno in vigore dalla stagione 2021; la rossa negli ultimi mesi ha paventato un addio, insieme alla Mercedes, qualora le nuove norme volute da Liberty Media avessero lo scopo di rendere tutte uguali le vetture e Marchionne ha fatto capire che non si trattava di parole al vento: «Il lavoro svolto da Liberty Media per ora merita un voto sufficiente. Loro stanno imparando, ma noi non stiamo bluffando: se il loro obiettivo è rendere le vetture tutte uguali creando una nuova Nascar noi ce ne andremmo in tre secondi. Non è quello che vogliamo, anche se le condizioni per creare un campionato alternativo ci sarebbero, ma ribadisco non è il nostro obiettivo. La mia priorità è quella di trovare un accordo sedendoci a parlare con Liberty, in un dibattito che sia lontano dalla stampa». La chiusura poi è sul futuro di Alfa Romeo, con l’annuncio che nei prossimi anni una macchina ‘solo Alfa’ potrebbe essere realtà: «Cominciamo così, con Sauber. Nella mia testa poi l’ipotesi di un’auto tutta Alfa c’è. I motori sarebbero sempre Ferrari, ma la tecnologia e l’esperienza in Alfa Romeo per creare una vettura ci sono tutte». Sempre che la ‘casa madre’ Ferrari trovi l’accordo per restarci, in Formula 1.