F1, che crescita sui social con Liberty Media: +55% in un anno

Chase Carey, CEO di Liberty Media e Formula 1

Numeri in salita per la prima stagione della proprietà americana alla guida del circus: +6.2% di audience televisiva mondiale, +54.9% l’aumento sui social network

Liberty Media, anno uno: il 2017 è stata la prima stagione di Formula 1 gestita completamente dalla nuova società americana, con a capo Chase Carey, che ha rilevato il controllo del circus da Bernie Ecclestone. Adesso che l’anno è finito e ci avviciniamo a grandi passi al via della nuoca stagione, si può tracciare un primo bilancio che, almeno stando ai numeri è decisamente positivo. Il campionato del mondo 2017 ha fatto registrare un +6.2% per quel che riguarda l’audience televisiva mondiale, merito probabilmente anche della maggiore competitività di Red Bull e soprattutto Ferrari, che hanno quantomeno provato a scalfire il dominio della Mercedes, e un clamoroso +54.9% per quanto riguarda il seguito sui social network. Quest’ultimo in particolare è un numero impressionante, non replicato da nessun’altra serie: la Formula E per dire, che essendo nata nel 2014 è più propensa ad una crescita costante specie sulle nuove piattaforme, si è ‘fermata’ al 40%.  Questa è la dimostrazione plastica di quanto hanno sempre detto gli uomini di Liberty Media, cioè che il prodotto F1 ha margini di crescita enormi, anche grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione, usati soprattutto dai più giovani, che negli ultimi anni della gestione Ecclestone erano stati completamente trascurati.

Da questo punto di vista un grande lavoro è stato fatto dal responsabile commerciale di Liberty, Sean Bratches, che ha spinto molto per creare un maggiore coinvolgimento dei fan: in questo senso possiamo ricordare soprattutto l’evento di Londra con quasi tutti i piloti presenti in città che hanno dato spettacolo con alcune vetture storiche di fronte a migliaia di spettatori, ma anche la presentazione-show prima del Gran Premio degli USA o la decisione, finalmente, di ripubblicare in versione integrale sul profilo YouTube della F1 un GP storico scelto dai tifosi (la scelta era caduta sul GP di Malesia del 2001), una strategia questa che la MotoGP ad esempio ha adottato da tempo. Grande successo poi ha avuto la creazione della Formula One eSports Series, le cui finali di Abu Dhabi, trasmesse in streaming, sono state seguitissime sui social network e hanno contribuito ad avvicinare allo sport un pubblico più giovane. «Siamo molto incoraggiati dalla crescita degli utenti sulle piattaforme digitali» ha spiegato Bratches «il punto centrale dei nostri sforzi è stato cercare di migliorare l’esperienza dei fan in questo senso ed è bello vedere crescere l’interesse dei tifosi verso la nostra disciplina. Il nostro lavoro però va avanti: ci saranno novità anche nel 2018. È un buon periodo per essere fan della F.1». La Formula 1 al momento vanta su Twitter 3.43 milioni di follower, circa 1 milione in più rispetto a quelli della MotoGP. Dove invece bisogna ancora recuperare rispetto al Motomondiale, in quanto a seguito, è su Instagram, dove i follower del profilo ufficiale sono 3.8 milioni contro i 4.9 della MotoGP, e soprattutto su Facebook, dove i quasi 4 milioni di fan non possono ancora competere con gli oltre 12 milioni dei ‘rivali’ a due ruote. La strada però è tracciata e, se sui nuovi regolamenti continuano le discussioni, almeno dal punto di vista commerciale Liberty Media sembra aver trovato la giusta formula.