F1, domenica l’ultima gara prima dell’avvento dell’Halo e la polemica cresce

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La protezione metallica per la testa del pilota verrà introdotta obbligatoriamente a partire dal 2018 e fa discutere: passo in avanti per la sicurezza o elemento che snatura l’essenza delle monoposto?

Salvo clamorosi quanto imprevedibili retromarcia della FIA il Gran Premio di Abu Dhabi di domenica segnerà una svolta nella lunga storia della Formula 1: sarà l’ultima volta che vedremo in pista monoposto completamente scoperte. A partire dal 2018 infatti su tutte le vetture di F1 sarà implementato un nuovo componente che ha già molto fatto parlare di sé piloti, addetti ai lavori e semplici appassionati: l’Halo. Si tratta dell’ormai famosa (o famigerata?) protezione metallica obbligatoria che va a ‘riparare’ la testa del pilota dal possibile impatto con detriti o altri oggetti esterni, come ad esempio i muretti e le barriere di protezione, oltre che negli impatti probabilmente più pericolosi, ossia quelli tra due auto. E’ chiaro che la protezione del pilota e la sicurezza debbano avere la precedenza su tutto ma molti piloti, ex piloti e manager delle varie scuderie si sono espressi in maniera fortemente critica sull’introduzione di questo strumento. Il tre volte campione del mondo di F1 e attualmente presidente non operativo della Mercedes Niki Lauda, uno che di incidenti pericolosi se ne intende non poco, è stato tra i più diretti nel bocciare la novità: «Distrugge il DNA di una monoposto» ha spiegato «vogliono penalizzare i piloti migliori proteggendoli come fossero neonati». In molti si interrogano anche sull’impatto dell’Halo nell’uscita dalla vettura da parte del pilota, che ovviamente con questa protezione è notevolmente rallentata.

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Più diplomatica sull’argomento la visione dei due protagonisti principali di questo campionato, Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, che hanno parlato della grande novità del 2018 nella conferenza stampa di presentazione del Gran Premio ad Abu Dhabi: «Questo fine settimana sarà l’ultimo in cui le auto saranno così belle» ha attaccato il britannico «certamente ci sarà un peggioramento dal punto di vista dell’estetica, ma almeno sarà un passo avanti per quanto riguarda la sicurezza». Sulla stessa linea anche Vettel«Sicuramente le auto ci sembreranno molto diverse il prossimo anno, ma credo che ci abitueremo. I team lavoreranno sull’aspetto estetico per rendere le vetture più gradevoli anche con l’Halo».

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La questione Halo però non tocca solo l’aspetto estetico delle monoposto, ma anche questioni molto più pratiche: la nuova protezione infatti andrà implementata nei progetti del 2018 tenendo presenti anche tutte le ricadute dal punto di vista aerodinamico e prestazionale della vettura. A riguardo si è espresso l’ex uomo Mercedes e attuale direttore tecnico della Williams Paddy Lowe«Riuscire ad integrare l’Halo nell’auto è un grosso lavoro ed è molto difficile: ci sono carichi molto alti da adattare, quindi penso che l’impatto maggiore sia strutturale piuttosto che aerodinamico». Il problema principale secondo Lowe è riuscire a limitare ed ottimizzare nella miglior maniera possibile il carico di peso ‘extra’ che naturalmente l’introduzione dell’Halo comporta. Meno invasivo invece l’effetto che avrà sul piano aerodinamico: «Ci sarà qualche spazio per lavorarci, ma non molto». Non a caso molti team stanno sfruttando le prove libere sul circuito di Yas Marina per testare l’Halo e cercare di raccogliere il maggior numero possibile di dati da sfruttare poi nel periodo invernale, nel quale realizzare il progetto sulle vetture 2018.

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Quelli che sicuramente non sono contenti dell’introduzione dell’Halo sono i tantissimi appassionati della Formula 1, che sui social network si sono già scatenati contro quella che ritengono un’ulteriore ferita inferta allo spirito originario dello sport. Di certo, almeno dal punto di vista visivo, la F1 a partire dal 2018 non sarà più la stessa cosa e ci sarà bisogno di qualche gara per abituarsi alla novità.