F1, verso Austin tra scambi di volante e nuovi arrivi

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Tanti incroci nelle line-up del circus in vista del Gran Premio degli USA. Sainz debutterà in Renault e la Toro Rosso riproporrà Kvyat con il neozelandese Brendon Hartley. Intanto Kubica…

E’ Formula 1 ma, con le dovute proporzioni, sembra il calciomercato di gennaio, quando i giocatori iniziano il campionato con una casacca e a metà stagione si trovano da tutt’altra parte. Il mercato piloti della Formula 1 sta impazzando in queste settimane, soprattutto per quel che riguarda le scuderie della seconda metà della griglia, costrette a far sempre i conti con bilanci ballerini e punticini fondamentali da strappare ai rivali per accaparrarsi una ‘fetta di torta’ più grossa nelle ripartizioni economiche di fine anno. Il movimento più grosso in vista del GP degli Stati Uniti, in programma domenica, è quello che vede protagonista Carols Sainz: lo spagnolo aveva già annunciato che si sarebbe unito alla Renault dal 2018, ma il trasferimento è stato anticipato già a queste ultime tre gare del 2017.

L’iberico affiancherà Nico Hulkenberg e lascerà senza sedile Jolyon Palmer, che potrebbe finire in qualche altra categoria. In Toro Rosso, poi, continua la rivoluzione: Kvyat era stato allontanato momentaneamente per dare spazio al giovane francese Gasly, il quale per due gare ha affiancato Sainz ma in Texas non potrà essere presente perchè impegnato nella tappa finale della Super Formula in Giappone; l’addio anticipato dello spagnolo e il forfait del francese permette quindi proprio al russo Daniil Kvyat di rientrare nel giro e tornare a correre con la vettura di Faenza. Il suo compagno, in vista della gara di Austin, è stato trovato in Brendon Hartley.

La sua è senza dubbio la storia più particolare del weekend perchè sarà al suo debutto assoluto in F1. Hartley, 27 enne neozelandese, era stato cresciuto dalla Red Bull con il suo percorso per giovani piloti, ma non era mai andato oltre le esperienze da tester, sia con Toro Rosso e Red Bull, sia in Mercedes. In questi anni però Brendon si è fatto un nome nelle corse di durata, partecipando al campionato Endurance e conquistando un titolo mondiale nel 2015 con Timo Bernhard e Mark Webber e, proprio quest’anno, il successo alla 24 ore di Le Mans in equipaggio con Bernhard e l’altro neozelandese Earl Bamber. Se dovesse dimostrare un adattamento veloce alla vettura non è escluso che per Hartley possano anche aprirsi le porte di un contratto per la stagione 2018, magari proprio al posto di Kvyat. Parallelamente a tutti questi intrecci poi c’è la scelta del pilota per la Williams, che dovrà decidere chi affiancare a Lance Stroll nel prossimo campionato: in questi giorni si stanno svolgendo a Budapest i test che vedono protagonisti con il team di Grove Paul di Resta e soprattutto Robert Kubica. La storia della suo tentativo di rientro è ormai nota e il team di Sir Frank Williams è l’ultima possibilità concreta per rivedere il polacco in F1 nel 2018. La concorrenza è fatta da Felipe Massa e soprattutto da Pascal Wehrlein, che la Mercedes vorrebbe imporre in cambio della cessione alla Williams di alcune soluzioni aerodinamiche particolari, riguardanti soprattutto il retrotreno della vettura. Un mercato sempre in fibrillazione dunque quello piloti ed altro ancora potrebbe succedere nelle prossime settimane.