Josh Brookes: “La SBK è un mondo al contrario!”

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Josh Brookes sta affrontando una difficile stagione in WSBK sulla BMW del Team Milwaukee. Nel 2017 tornerà nella BSB, il campionato che ha già vinto e non risparmia critiche per il mondiale

Si parla spesso di crisi della Yamaha R1 in SBK, di un progetto che stenta a decollare. Anche il Team Crescent, che quest’anno gestisce le moto di Iwata nel mondiale, è stato criticato aspramente per non essere riuscito a tirare fuori tutto il potenziale dalla moto. Eppure la R1 nel 2015 ha vinto il campionato BSB, con in sella il pilota Josh Brookes, dopo una stagione dominata grazie ad una percentuale di vittorie del 50%. Tredici manches aggiudicate su ventisei disputate, un ruolino di marcia impressionante per un campionato che di solito è molto tirato.

In questo 2016 sia Josh Brookes che la R1 stanno fallendo nel mondiale, ed il pilota australiano è probabilmente quello che ci sta perdendo di più. Il passaggio alla BMW del Team Milwaukee è stato traumatico e la squadra inglese è già corsa ai ripari, rivolgendosi ad Aprilia per avere le RSV4 nel 2017. Chi invece non ha trovato posto nel mondiale per il prossimo anno è proprio il pilota, un australiano che non è riuscito a ripetere sulla S1000rr quanto di buono fatto vedere sulla Yamaha R1. Eppure si parla di un pilota più che esperto, che ha corso in Endurance, nel TT, in BSB ed alla 8 Ore di Suzuka.

Il proprietario e team manager del Milwaukee, Shaun Muir, è sicuro che Josh Brookes avrebbe fatto bene su qualsiasi altra moto, ma non sulla BMW. Eppure per il 2017 ha scelto di affidare le proprie moto a Lorenzo Savadori, che è arrivato in dote con Aprilia, e Eugene Laverty, che ha già dimostrato di poter essere velocissimo sulla moto di Noale in SBK.

Il frutto di questa serie di decisioni è che l’anno prossimo Josh Brookes sarà costretto a cambiare paddock, ed è probabile che torni proprio in BSB dopo aver esplorato varie strade per trovare una sella competitiva. Il pilota di Aussie ha vuotato il sacco al sito tedesco Speedweek.com con una serie di dichiarazioni al veleno contro l’attuale “sistema SBK”, amareggiato per ciò che ha trovato nel mondiale: “Le selle dei team migliori in SBK sono già state prese, ed io non vengo da una famiglia ricca. Se devo correre, devo guadagnare, altrimenti non ho di cosa vivere. Mi sarebbe piaciuto anche cambiare classe ed andare in Supersport, ma non ci sono soldi neanche lì“.

Il pilota ha tentato varie strade alternative prima di capire che la cosa migliore sarebbe stata tornare in Gran Bretagna: “Ho cercato in MotoAmerica, ma neanche lì non ho trovato nulla. Così ho deciso di tornare nel BSB e sono in trattativa con varie squadre. Da quando ho deciso di tornare nel BSB, non ho paura di far sapere come vanno le cose. Odio essere in SBK senza che le persone capiscano come stanno le cose. Per me l’importante è vincere e non girare in tondo e basta. So di cosa sono in grado e non riesco a dimostrarlo quest’anno. Preferisco essere competitivo, piuttosto che essere solo un numero in griglia di partenza. Anche i soldi sono molti di più nel BSB che in WSBK. Solo i primi 5 della SBK guadagnano bene, mentre tutti gli altri devono portare soldi. Questo è un mondo al contrario! In BSB tutti i piloti che sono in top 10 guadagnano bene”.