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MotoGP

L’effetto Valentino Rossi sulla MotoGP: dalla nicchia alla ribalta

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Valentino Rossi ha ufficialmente detto addio alle corse dopo il GP Valencia nell’ultimo weekend: si chiude una grande era

Domenica scorsa si è chiusa la carriera di Valentino Rossi, si è chiusa un’era. Il pilota italiano, però, non è solo vittorie in pista e nove titoli di Campione del Mondo: Valentino Rossi, infatti, è stato in un certo senso ambasciatore per anni e anni della MotoGP nel Mondo. Tanti ragazzi hanno cominciato a seguire questo sport seguendo le sue imprese, le sue bagarre con tutti i rivali che sono passati in questi 25 anni. Da Stoner a Marquez, passando per Lorenzo, Biaggi e Gibernau; questi sono alcuni dei più importanti, senza dimenticare piloti come Pedrosa e Capirossi.

Negli anni la popolarità della MotoGP è cresciuta a dismisura: nei primi anni di Valentino Rossi era uno sport “di nicchia”, era uno sport non seguito dalla massa ma solamente dagli appassionati di motori. Tra le tante imprese messe a referto in questi anni dal nativo di Tavullia, c’è l’aiutare il movimento nella crescita, nel seguito e se oggi la MotoGP è seguita da milioni di appassionati in tutto il mondo parte del merito è anche suo. Tanti ragazzini si sono ispirati a lui e, magari, qualcuno ha intrapreso una “carriera” nei motori seguendo le sue gesta: sicuramente un grande successo per un Campione del suo calibro

Non passa in secondo piano, però, un altro grande passo fatto dalla “classe regina” grazie a Valentino Rossi, su ammissione – tra le altre voci – della mamma del pilota, ed è stato fatto sulla sicurezza. Rossi, infatti, è stato da sempre un grande paladino della sicurezza dei tracciati e dei piloti in pista, come ha dimostrato anche in queste ultime settimane quando è sceso in campo per parlare di ciò che era accaduto in Moto3 con l’incidente di Deniz Oncu.

Non ci resta che dire, Grazie Valentino.
Non è stato solo dei suoi tifosi, è stato patrimonio del Motomondiale.