Addio a Nicky Hayden, il Kentucky Kid muore dopo l’incidente in bicicletta

Nicky Hayden

Nicky Hayden è deceduto in seguito alle ferite riportate nell’incidente in bici dopo cinque giorni di coma. Non è stato possibile salvarlo per i medici del Bufalini. La famiglia era con lui

I medici del Bufalini di Cesena hanno dichiarato il decesso di Nicky Hayden. Non è stato possibile purtroppo salvare la vita del pilota statunitense, che ha lottato fino alla fine con un destino davvero beffardo. Sin dai primi soccorsi, la situazione è apparsa critica, ma si confidava in un miglioramento della situazione durante la notte. Purtroppo questo miglioramento non c’è stato, ed è stato impossibile operare Hayden per ridurre l’edema cerebrale che è stata poi la causa del decesso. La famiglia del pilota era giunta all’ospedale Bufalini di Cesena appena appresa la notizia per dare un ultimo saluto a Nicky. Il nostro profondo cordoglio va alla famiglia di questo ragazzo, che ha illuminato il nostro sport con il suo talento e con la sua infinita gentilezza. Ciao Nicky e grazie per tutto.

Nicky Hayden, una carriera al top

Nicky Hayden è diventato famoso in Europa grazie alla sua magnifica apparizione nel mondiale SBK del 2002 in sella alla Honda VTR- SP1, con la quale disputò come Wild Card la tappa di Laguna Seca del mondiale, lottando alla pari con piloti del calibro di Troy Bayliss, Colin Edwards e Noriyuki Haga. Il suo soprannome divenne immediatamente “The Kentucky Kid”, e divenne il prescelto dalla Honda per affiancare Valentino Rossi in sella alla RC-212, nella stagione MotoGP 2003. Nella sua stagione di debutto, Nicky mise immediatamente in mostra le sue grandi doti, accettando qualsiasi consiglio da parte di Valentino Rossi, che prese il pilota americano sotto la sua “ala protettiva”, costruendo un bellissimo rapporto che poi è diventata negli anni una amicizia.

Hayden divenne un punto di riferimento per la Honda, e iniziò a guadagnarsi la simpatia del pubblico per la sua generosità in pista e per i suoi modi gentili ogni volta che si è confrontato con i tifosi. Faccia da bravo ragazzo, e discendente di una vera famiglia da corsa, Nicky è entrato presto nel cuore di tifosi di tutto il mondo. La prima vittoria in MotoGP arrivò proprio a Laguna Seca nel 2005, sullo stesso tracciato che l’aveva reso celebre dopo il debutto in SBK. Dopo due stagioni di apprendistato in HRC, Nicky ebbe la sua grande occasione nel 2006, anno di debutto del suo nuovo compagno di squadra Dani Pedrosa, promessa spagnola della MotoGP all’epoca. Le difficoltà di Rossi e della Yamaha in quella stagione, nella quale Nicky riuscì a vincere ad Assen e si confermò padrone di Laguna Seca. La sua grandissima continuità, gli permise durante la stagione di portarsi in testa al campionato e di restare in vetta alla classifica fino al round del Portogallo, dove Dani Pedrosa rischiò di fargli perdere l’occasione della vita.

Ma il finale di Valencia del 2006 è noto a tutti, e Nicky riuscì a laurearsi campione del mondo all’ultima gara di una stagione incredibile, coronando un vero sogno portato avanti per anni. Dopo quella magnifica stagione, Hayden non riuscì più a vincere un GP in MotoGP, ma restò al top per tanti anni. Dopo due stagioni passate in Honda, in sella alla minuscola 800cc disegnata su misura per Pedrosa, nel 2009 passò in Ducati, dove andò a fare squadra con Casey Stoner in sella alla Desmosedici. Dopo una prima stagione difficile, nel 2010 iniziò ad essere molto veloce anche con la moto di Borgo Panigale, chiudendo il mondiale al settimo posto e con tantissime top ten durante la stagione.

In Ducati apprezzavano a tal punto la professionalità ed il talento di Nicky da tenerlo in squadra fino al 2013, diventando uno dei piloti con più gare all’attivo corse in sella alla Desmosedici con ben cinque stagioni in sella alla Rossa. Negli anni in Ducati ha condiviso la moto con Stoner, Valentino Rossi e Andrea Dovizioso, costruendo sempre ottimi rapporti con ogni compagno di squadra. Nel 2014 Nicky torno in Honda, provando a portare al Top il progetto Open della Casa di Tokyo. Ma presto comprese che il potenziale del pacchetto non era abbastanza elevato per competere almeno per la top ten, ed iniziò a guardarsi attorno in cerca soprattutto di soluzioni che gli permettessero di lottare al vertice.

La Honda iniziò a parlare con Hayden della SBK nel 2015, ed il suo sbarco nel mondiale per derivate di serie è targato 2016, con la promessa di ricevere presto la nuova CBR con cui tentare di lottare per il titolo. La prima stagione di Hayden in WSBK è stata piuttosto altalenante, ma resta la magnifica perla della vittoria a Sepang, con un magnifico pianto liberatorio dopo parecchi anni di purgatorio. Nel 2016 Hayden ha anche sostituito Pedrosa e Miller in due circostanze, mostrando di essere ancora perfettamente in grado di competere al top in MotoGP.

Il 2017 per Hayden poteva essere l’anno della riscossa, ma la Honda ha consegnato tardi la moto al Team Ten Kate, e non è riuscita a garantire una competitività al top già in questa stagione. Nicky Hayden per tutta la fare di precampionato e durante i primi test e le prime gare non ha mai detto una singola parola fuori posto contro la Honda, anche se avrebbe potuto sbilanciarsi. Ma il Kentucky Kid ha sempre pensato solo a lavorare, e a lavorare sodo. Sempre con il sorriso, sempre con la determinazione dei grandi campioni.

Mancherà a tutti nel Paddock. Mancherà ai tifosi, mancherà agli addetti ai lavori e soprattutto mancherà alla sua splendida famiglia, che l’ha sempre seguito in ogni passo della sua vita sportiva.