Moto3, il 2018 sarà (finalmente) l’anno dei piloti italiani?

Enea Bastianini difenderà i colori Leopard Racing (© Instagram Enea Bastianini)

Dal 2015 l’Italia è la nazione rappresentata dal maggior numero di piloti nella classe Moto3, ma sfuma sempre la conquista del titolo iridato. Sulla carta il 2018 può rivelarsi l’anno buono per questo traguardo: ecco perché

Siamo veloci, competitivi, di talento, annoveriamo il maggior numero di piloti al via da un quadriennio a questa parte, ma finora la conquista del titolo mondiale Moto3 ci è sempre sfuggita. Se in Moto2 lo scorso anno Franco Morbidelli ci ha messo una pezza, per salire sul trono della formula 250cc 4 tempi le speranze sono riposte sulla fame di vittoria da parte dei 9 nostri portabandiera, la maggior parte dei quali sistemati in alcune delle squadre più vincenti e meglio attrezzate della categoria.

NAZIONALE AZZURRA – Vero, non è solo la mera conquista del titolo mondiale a determinare lo stato di salute di un movimento. Anno dopo anno, la nazionale azzurra della entry class è cresciuta a dismisura: dai soli 4 titolari del biennio 2010-2011 in 125cc si è passati ai 5 nostri portabandiera nell’inaugurale stagione (2012) della Moto3, numero cresciuto di anno in anno con i 6 partenti del 2013, i 7 del 2014, fino ai 9 del 2015, superando doppia cifra nell’ultimo biennio. Talenti non ci mancano, nemmeno i mezzi: dall’impegno diretto della FMI con il progetto Team Italia (conclusosi nel 2016) fino ad una realtà come la VR46 Riders Academy, molti giovani hanno avuto la chance di esordire nel Motomondiale con pieno merito e titolo. A questi programmi l’adesione alla categoria di squadre (Gresini, Snipers, lo stesso Sky-VR46, Sic 58…) dall’elevato tasso tecnico ha agevolato la scalata al vertice dei nostri talenti azzurri, costantemente nel gruppo che conta della categoria.

INVERSIONE DI TENDENZA – Se nei primi ‘Anni 10‘ l’Italia, nelle classi d’accesso del Motomondiale, doveva soccombere alla supremazia iberica, anno dopo anno il tricolore ha superato per numero di piloti al via, vittorie, podi e punti totalizzati la Spagna. Vero: da quando esiste la Moto3, i nostri cugini latini di titoli mondiali ne hanno vinti ben tre (Maverick Vinales 2013, Alex Marquez 2014 e, lo scorso anno, con Joan Mir), mentre noi restiamo a digiuno nella entry class addirittura dall’affermazione di Andrea Dovizioso in 125cc del 2004. Tuttavia, l’inversione di tendenza c’è stata: Enea Bastianini (2016) e Romano Fenati (2017) hanno concluso al secondo posto nella generale, a più riprese il podio è stato monopolizzato dai nostri portabandiera come a Le Mans 2015 (Fenati, Bastianini, Bagnaia), Assen 2016 (Bagnaia, Di Giannantonio, Migno) e, più recentemente, a Motegi con Fenati, Antonelli e Bezzecchi in festa.

CHANCE IRIDATE – Detto questo sì, il 2018 può (deve?) essere l’anno buono per riportare il tricolore sul trono della classe d’accesso al Motomondiale. Promosso Romano Fenati alla Moto2, al quinto anno di Motomondiale Enea Bastianini correrà con l’esperienza giusta per riscattare un tormentato 2017, con l’onere e l’onore di difendere insieme a Lorenzo Dalla Porta i colori del team bi-Campione del Mondo Leopard Racing. Voglia di riscatto anche per Niccolò Antonelli, tornato in sella ad una Honda grazie alla Sic 58 Squadra Corse, per non parlare di Nicolò Bulega, dal talento per emergere e lasciarsi definitivamente alle spalle una stagione completamente da dimenticare. Le speranze azzurre sono riposte anche su Andrea Migno, dopo un positivo 2017 passato alle fila del Team Aspar con una KTM di prim’ordine, senza scordarci di Fabio Di Giannantonio pronto a far fruttare l’esperienza maturata nel precedente biennio sempre con Honda Gresini. Da seguire con attenzione anche Marco Bezzecchi (finalmente in sella ad una KTM), Tony Arbolino (Snipers struttura di vertice per valorizzare il suo potenziale) ed il Campione del Mondo Junior Moto3 in carica Dennis Foggia, pronto a stupire con lo Sky Racing Team VR46 ribadendo quanto di buono mostrato nelle prime comparsate mondiali da wild card.