MotoGP, Casey Stoner raffredda gli animi dei tifosi: «Anche se tanti vorrebbero, non tornerò»

CASEY STONER
@DUCATI

Casey Stoner, due volte campione del mondo ed attuale collaudatore Ducati, ha parlato della moto di Borgo Panigale provata a Sepang e sul suo non ritorno

Casey Stoner è stato l’ultimo pilota a portare la Ducati su tetto del mondo, ed ha voluto riportare le sue impressioni sulla nuova Desmosedici, che sarà nelle mani di Dovizioso, Lorenzo e Petrucci. Riportiamo le sue parole sulla moto e sulla sua situazione scritte sul quotidiano La Stampa.

NON TORNA – «Cosa ho fatto nell’ultimo anno? La seconda figlia. E no, non serve un maschio che possa diventare pilota. Per me due è il numero perfetto […]. Anche se in tanti vorrebbero, non tornerò. Mi piace guidare e mi piacciono le gare, ma non tutto quello che gli ruota attorno.[…] Troppi impegni, io volevo solo stare tranquillo. Posso guidare queste moto fantastiche e svegliarmi nel mio letto per più di qualche settimana all’anno». Il rider australiano risponde così ai tanti tifosi che reclamano a gran voce un suo ritorno alle competizioni, confermando ancora una volta che la sua intenzione è solo quella di godersi il meglio del “sistema MotoGP”, senza cadere nel vortice di pressioni che l’hanno allontanato a fine 2012.

SUL SUO RENDIMENTO – «Ho anche avuto dolori terribili ai muscoli dopo il primo giorno. Per me è facile essere subito rapido, forse è anche merito del mio DNA. Togliere gli ultimi decimi però è tutta un’altra storia, non mi prendo rischi inutili e per il lavoro che devo fare mi basta guidare al 75, 80% delle mie possibilità». Questa frase riesce in qualche modo a dare ancora maggior peso alle prestazioni di Stoner in Malesia. Sapendo che non ha spinto al 100%, resta la curiosità di comprendere quale fosse realmente il limite del due volte campione del mondo in sella alla Desmosedici GP18. Forse il tempo record segnato da Jorge Lorenzo nei test non sarebbe stato così difficile da replicare per Stoner.

LA NUOVA DUCATI E DOVIZIOSO «Hanno migliorato alcuni punti deboli e ho subito avuto impressioni positive. La Ducati non ha cambiato il suo carattere, ma se prima, a volte, dovevi, lottare con lei ora segue più facilmente i tuoi comandi. Se sistemeremo qualche dettaglio, Andrea potrà essere ancora più competitivo. L’anno scorso ha fatto qualcosa di fantastico, penso non se lo aspettasse neanche lui. È andato avanti per la sua strada, senza farsi influenzare dagli altri. Era anche il mio stile quando correvo».