MotoGP, Danilo Petrucci: «Life is racing: mi ispiro a Steve McQueen»

Danilo Petrucci
@Pramac

Danilo Petrucci traccia un bilancio della stagione 2017 in sella alla Ducati Pramac e parla di un futuro piuttosto lontano

Danilo Petrucci è reduce dal 7° posto a Brno e con i suoi 75 punti in classifica generale di MotoGP resta aggrappato alla Top 10 con un 8° posto. Il pilota ternano della Octo Pramac Racing, ha iniziato a prendere le misure alla vigilia del weekend di gara in Austria«Quello austriaco è un tracciato parecchio particolare, sono poche curve e sembrano facili ma in realtà è pieno di trabocchetti. La gara sarà abbastanza difficile, ci sono tante frenate dove è facile sbagliare. Credo che la nostra moto sia competitiva, questo sulla base dell’anno scorso. Ma fino a che non scendiamo in pista non vorrei dirlo. Però sono contento di essere qui, su un tracciato dove nel 2016 ho faticato quest’anno voglio fare bene, mantenere il trend positivo».

In un’intervista alla Gazzetta dello Sport, a Danilo Petrucci è stato chiesto cosa è mancato finora per agguantare la prima vittoria in MotoGP«Cosa è mancato? Dipende un po’ dai casi, generalmente la gestione della gomma. Ancora non riusciamo a capire se siano quei chili in più che ho rispetto a Dovizioso e Lorenzo a farmi avere difficoltà con la posteriore, faccio più fatica. La differenza è quella. Ad Assen ci sono andato molto vicino». Un’intervista in cui sono stati affrontati tanti temi: dal rapporto con i colleghi al rinnovo con Pramac, passando per l’amicizia con Valentino Rossi ed il sogno nel cassetto di partecipare ad una Dakar.

IL RAPPORTO CON RINS – Danilo Petrucci ha parlato del rapporto con il collega spagnolo Alex Rins e del problema riscontrato ad Assen: «Ora va abbastanza bene, ci siamo parlati e mi ha chiesto scusa. Prima era incazzato, pensava fossi doppiato. Poi ai box ha capito di aver fatto un bel casino. È stato richiamato dalla direzione gara, anche se gli menavo non mi avrebbero fatto vincere».

IL RINNOVO – Danilo Petrucci ha già rinnovato per il mondiale 2018 con Pramac, ma gli viene chiesto quante possibilità ci sono di vederlo nel Team Ducati Factory in futuro: «Io con la Ducati? Ho un contratto e quindi non è possibile per l’anno prossimo, a meno che non ci siano sconvolgimenti incredibili nel resto del campionato. Spero che le cose migliorino per Jorge Lorenzo(Lorenzo, ndr), nel 2018 sarò ancora in Octo Pramac Racing. Dal 2019 i contratti saranno ‘liberi’».

IL FUTURO COMPAGNO MILLER – Petrucci ha espresso poi il suo parere sul futuro compagno di scuderia Jack Miller: «Sembra che sarà lui, l’ho letto sui quotidiani. Mi piace Jack, una persona un po’ fuori dagli schemi: è veloce e molto giovane, impara in fretta. Credo sarà un osso duro soprattutto quando piove. Per quel che concerne l’Austria vorrei essere il migliore dei piloti satellite e il migliore dei piloti Ducati. Forse rispetto all’anno scorso è una pista favorevole per noi».

IL RAPPORTO CON VALENTINO ROSSI – Poi un commento sul rapporto di amicizia con Valentino Rossi: «Con Valentino Rossi siamo amici da un po’ di anni, ci siamo giocati delle gare, mai un mondiale quindi la posta in palio non è grossa. Non sono tra i rivali più acerrimi, come Lorenzo, Marquez o Stoner. Siamo amici nel senso che ci vediamo anche fuori dalle gare, cosa che non faccio con altri piloti».

IL TATUAGGIO E STEVE MCQUEEN – Danilo ammette di avere un unico tatuaggio, spiegando la storia che c’è dietro: «Ne ho uno sulla schiena dedicato alla moto: è l’inizio di una frase di Steve McQueen: ‘Life is racing’, la vita è una corsa. Una frase che mi piace e ho avuto quest’idea, mettendoci sopra il mio numero. A quale donna paragono la mia Ducati? Sicuramente è una moto potente, me la immagino come una donna prorompente. Quasi tutti i piloti del paddock vorrebbero correre con una Ducati, è quella che ha fascino. Sono della polizia perché ero un grande tifoso di Capirossi quando sono nato e lui era un poliziotto. Avevo quel mito lì e volevo diventare come Loris: tre mondiali vinti e il fisico, ecco cosa c’è di diverso. Sulla prima questione si fa più fatica però».

IL SOGNO NEL CASSETTO CHE RIGUARDA LA DAKAR – Stupisce scoprire che il pilota ternano abbia ambizioni molto chiare e precise riguardo il suo futuro dopo la MotoGP: «Voglio la Dakar, in moto e in auto. Precedenza alla moto, è uno dei miei sogni. Anche se non c’è più Parigi, è comunque un’impresa da compiere. Sarebbe il massimo, perché starebbe a significare che ho fatto bene anche in MotoGP. Ho avuto molti momenti difficili, così come quelli belli: c’è una bella pressione per i piloti, per noi si impegnano molte persone. A partire dal team Ducati. Quando non riesci magari ti chiedi: ‘Tutta questa fatica per cosa?’. Poi ho sempre trovato forza e lucidità per andare avanti».