Tutti i numeri della crescita Ducati in MotoGP dal 2014 ad oggi

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Da quando Gigi Dall’Igna è arrivato al timone di Ducati nel Racing, sembra che ci sia una crescita costante della Desmosedici, ma i numeri dicono qualcosa di leggermente diverso

La Ducati in MotoGP ha voltato pagina quando, dopo il fallimento del progetto Valentino Rossi, è approdato direttamente da Noale Gigi Dall’Igna che è stato incaricato del ruolo di vero traghettatore verso il successo per un Reparto Corse in crisi di risultati. Con la Desmosedici costretta ad arrancare nei GP e la Panigale a soffrire in SBK, il 2013 è stata una delle stagioni più dure per Ducati nel mondo delle gare, eppure la crescita è sempre apparsa chiara e sotto gli occhi di tutti dalla stagione successiva. In particolare, la stagione 2015 è stato il vero momento della svolta. La Panigale ha iniziato a vincere con Chaz Davies, mentre la Desmosedici GP15 si è resa immediatamente protagonista della stagione in MotoGP, facendo presagire che i tempi bui fossero finalmente terminati.

Abbiamo quindi deciso di concentrarci sulla MotoGP, analizzando le ultime stagioni della Ducati nella Classe Regina, prendendo in considerazione le due moto del Team Factory e le due moto del Team Pramac. Un’analisi che inizia nel 2014, la prima stagione completa di gestione Dall’Igna, e che passa attraverso la crescita di un progetto sempre più ambizioso, che ha condotto all’ingaggio di Jorge Lorenzo, targato 2017.

Spesso i freddi numeri non dicono tutto, ma fa impressione notare che dopo un 2014 deludente ed un 2015 esplosivo nelle prime nove gare, lo stesso copione si è ripetuto nel biennio successivo. Nel 2016 infatti le prime nove gare della stagione sono state amare di soddisfazioni per Ducati, mentre nel 2017 le moto ufficiali assieme a quelle di Pramac (che gestisce una GP17 con in sella Danilo Petrucci) stanno tornando a marciare con un passo da titolo.

JORGE LORENZO DUCATI
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Nel valutare questi numeri, si deve considerare che la stagione attuale vive un sostanziale livellamento delle prestazioni, per cui i 287 punti messi assieme dai quattro alfieri Ducati in questa stagione hanno un “peso specifico” decisamente diverso rispetto a quello delle stagioni precedenti. Fa addirittura impressione notare che nel 2015, dopo nove gare, il punteggio delle quattro Ducati prese in esame era esattamente identico a quello odierno.

Se poi consideriamo che nelle prime nove gare del 2016 Andrea Iannone, che conosceva la Desmosedici come le sue tasche, aveva raccolto solo 62 punti, ovvero meno di Jorge Lorenzo nel 2017, comprendiamo che il cammino di Ducati sta procedendo senza dubbio sui binari giusti. Un’elemento che probabilmente incide moltissimo sul processo di crescita, è la decisione da parte di Ducati di affidare a Pramac una delle moto ufficiali, in modo da velocizzare lo sviluppo ed avere il potenziale di raccogliere risultati di alto spessore con almeno tre piloti ad ogni weekend. I due podi di Danilo Petrucci tra Mugello e Assen, sono la migliore conferma su quanto sia stata indovinata la scelta.

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