Ducati in Moto3 dopo aver reso vincente la Desmosedici ovunque

DUCATI
@DUCATI

Paolo Ciabatti torna a parlare dell’idea Moto3 per Ducati, una ipotesi ancora concreta che attende solo il momento opportuno per essere affrontata

Quando Gigi Dall’Igna parlò dell’ipotesi Moto3 per Ducati, giudicando la categoria molto interessante anche per la possibilità di creare un vivaio di piloti da fare crescere, accompagnandoli attraverso le varie categoria. Iniziative come questa sono la norma in F1, con i programmi giovani di Red Bull e Ferrari ad esempio, e possono essere replicati in ambito motociclistico. Ducati però ha altre priorità al momento e Paolo Ciabatti ha spiegato in un’intervista a Speedweek che non è ancora il momento di dedicare risorse a questo pur affascinante progetto: «L’idea c’è ancora, è una ipotesi molto interessante. Ma all’inizio di questa stagione MotoGP abbiamo avuto un paio di problemi da risolvere che ci hanno bloccato. La nostra priorità assoluta è costruire una MotoGP competitiva, che possa vincere su ogni pista. Il nostro obiettivo è il titolo MotoGP».

Queste parole chiariscono il punto di vista di Ducati riguardo un eventuale sbarco in altre categorie, con la consapevolezza che prima di fare qualsiasi passo in altre direzioni, c’è la necessità di riversare il massimo delle risorse nel progetto MotoGP, come puntualizza Paolo Ciabatti: «Sulla carta, sembra che ci siano buone possibilità con Dovizioso, ma abbiamo vissuto gare positive ed altre meno. Abbiamo avuto alcune difficoltà in primavera ed anche ad Assen ed al Sachsenring non siamo stati al top. Quindi dobbiamo dare priorità al progetto MotoGP. Quando questo progetto raggiungerà una stabilità, cioè quando saremo competitivi su ongi tracciato ed in ogni situazione, allora potremmo pensare molto seriamente alla Moto3. Al momento, è ancora troppo presto per pensarci a fondo. Non dobbiamo dimenticare che in Ducati Corse, ci sono solo 130 persone al lavoro. Le nostre priorità sono la vittoria in MotoGP e in SBK, al momento non abbiamo la possibilità di dirottare risorse per la creazione e lo sviluppo di un progetto Moto3. Non c’è abbastanza “forza lavoro” per dedicarsi ad un terzo progetto di livello mondiale. Siamo migliorati molto in MotoGP rispetto al 2016, ma ci sono anche state piste dove abbiamo avuto troppi problemi. Speriamo di continuare a crescere, ma sappiamo di dover migliorare molto la nostra moto».