MotoGP, GP Aragon: i promossi e i bocciati del weekend

Joan Mir, leader del Mondiale

Rins torna al successo, Alex Marquez conferma la sua crescita, crolla Quartararo e Mir va in testa al MotoMondiale; i promossi e bocciati del Gp Aragon

PROMOSSI

Alex Marquez Secondo podio consecutivo dopo Le Mans; se in Francia si poteva sostenere che l’exploit fosse dovuto al meteo instabile, ad Aragon invece non c’è storia; il ‘fratello scarso’ come lo ha bollato qualcuno, fa una gara indiavolata e contendere la vittoria a Rins fino al penultimo giro.

Mir Migliora sensibilmente la qualifica trovando un’ottima seconda fila; in gara è sempre il solito martello anche se questa volta la rimonta inizia prima ma si ferma anche prima; poco male perché sale ancora una volta sul podio e, soprattutto, diventa leader del Mondiale.

 Rins Gli occhi in casa Suzuki sono tutti su Mir che rischia di portare a casa un clamoroso titolo ma intanto le gare le vince lui; prende la vetta all’inizio e non la molla più, nemmeno quando ha un Alex Marquez che gli soffia sul coppino per parecchi giri.

Nakagami Costante per tutto il weekend, in gara tiene il passo dei primi, riuscendo prima a resistere al ritorno di Dovizioso e, all’ultimo giro, a togliersi la soddisfazione del 5° posto infilando Morbidelli.

BOCCIATI

Dovizioso Al netto delle polemiche per l’eliminazione in Q1, il Dovi sembrerebbe aver perso un po’ di smalto, probabilmente anche per colpa di un Ducati che quest’anno sembra far fatica su diversi tracciati. Rimedia un 7° posto ma per la lotta al titolo è davvero troppo poco.

Quartararo Poteva “ammazzare” il campionato, invece lo ha riaperto clamorosamente; prima la brutta caduta in prova, poi la pole che però è una mera illusione; in gara precipita di giro in giro fino a chiudere fuori dai punti.

Bagnaia Weekend da dimenticare; malissimo in prova e caduta al 2° giro; avrà la seconda chance domenica per rifarsi.

Vinales Al venerdì sembrava poter dominare la gara, in qualifica si fa bruciare da Quartararo ma al via è lui a balzare al comando ma non ha il passo per resistere a chi arriva da dietro e deve accontentarsi del 4° posto.