Franco Morbidelli, la rivelazione della Moto2 è pronto per il salto in MotoGP

valentino rossi
@MARC VDS

Franco Morbidelli in una recente intervista ha toccato i vari aspetti della sua carriera che gli hanno permesso di diventare il pilota che oggi conosciamo

Franco Morbidelli è una delle più belle rivelazioni di questa stagione del motomondiale, il pilota del team Marc VdS sta dominando la Moto2, dimostrando una crescita costante che, il prossimo anno, gli permetterà di fare il salto di categoria in MotoGP, sempre con lo stesso team che lo sta supportando da due anni. In una recente intervista pubblicata su Crash.net, Morbidelli ha parlato a cuore aperto della sua sulle moto, della sua storia e delle aspettative, mostrando di essere un pilota atipico ma sempre interessante da ascoltare. «La passione per le moto viene da mio padre che in passato correva e poi ha aperto un’officina nella quella sono cresciuto. Ho sempre sognato di fare il pilota ed è anche quello che so fare meglio. Mi piacciono anche altri sport, come il calcio, sia per per le mie origini brasiliane, sia perché è lo sport numero uno in Italia e di recente ho scoperto il basket, così come il tennis e le arti marziali: posso dire di essere un ragazzo sportivo e mi piace anche seguire le varie manifestazioni sportive in tv perché amo la competizione, ma alla fine rimango prima di tutto un pilota» ha dichiarato Morbidelli, anche se viene da chiedersi dove trovi il tempo per godersi un po’ di relax, dato che lui e gli altri ragazzi della VR46 Riders Academy passano gran parte delle loro giornate ad allenarsi.

«La VR46 mi ha aiutato quando sono arrivato dalla Superstock 600 perché a livello organizzato non avevo conoscenze, venivo da una realtà diversa da quelle del motomondiale, dato che per questioni di budget non ho corso in Moto3. Il team Italia mi ha aiutato molto agli inizi della mia carriera e poi la VR46 mi ha aperto buone strade in Moto2, sono stato fortunato. Sono convinto che comunque iniziare con la Moto3 sia la strada migliore. Adattarsi a questo ambiente, venendo da una diversa realtà è molto complicato, anche a livello di pneumatici, modo di lavorare, stile di guida: non è impossibile, molti piloti ci sono riusciti, come Colin Edwards, Nicky Hayden, Cal Crutchlow ma il lavoro è impegnativo e, soprattutto, devi cambiare l’approccio altrimenti non andrai lontano, ancor adesso io devo imparare molte cose». Morbidelli infatti ha un percorso che si potrebbe definire atipico ma la sua attitudine al lavoro, unita al grande talento gli stanno permettendo di ottenere grandi risultati in Moto2.

Durante l’intervista non sono mancate le domande su uno dei maggiori idoli di Morbidelli, ovvero Valentino Rossi con il quale si sfiderà nel 2018 in MotoGP: «Mio padre e Valentino si conoscevano. Io vengo da Roma, lì la passione per le moto non è forte come in Romagna e nelle Marche, non è facile trovare sponsor o squadre preparate, per questo quando avevo dieci anni ci siamo trasferiti nella zona della Riviera, mio padre sapeva che era la zona migliore per un pilota e si è rimesso in contatto con le persone che aveva conosciuto quando correva. Allenarsi con Valentino è bello, lui ha una grande passione per questo sport, lo ha dimostrato anche dopo il recente infortunio».

Morbidelli attualmente sta guidando la classifica Moto2 con 248 punti, 24 in più rispetto al suo diretto rivale, lo svizzero Thomas Luthi, che il prossimo anno sarà il suo compagno di box in MotoGP: «Mi aspettavo che la lotta per il titolo sarebbe stata tra più piloti quest’anno, ad esempio Alex Marquez, Miguel Oliveira e Lorenzo Baldassarri. Ma alla fine siamo solo io e Luthi e io lotterò fino alla fine. Noi abbiamo due filosofie diverse e un approccio opposto ma siamo entrambi davanti, è una delle cose belle di questo sport. Luthi è un grande pilota, molto costante ed è una gran persona, sono felice di lottare con lui in questa stagione». Morbidelli ha parlato anche delle gare più belle e più brutte di questa stagione in Moto2, confidando anche come ha reagito alla caduta di Misano: «La gare di casa stanno diventando un incubo per me, non ho mia ottenuto bei risultati, posso solo arrabbiarmi con me stesso per gli errori che ho commesso ma alla fine sono tornato a casa, mi sono messo sul divano a rivedere la gara mangiando cioccolato con la mia fidanzata, come un ragazzo normale. Ci sono state anche gare belle, come ad Assen dove mi sono divertito molto perché io e Tom abbiamo dato il massimo e non ero sicuro che sarei riuscito a vincere». Adesso mancano solo 4 gare alla fine della stagione, dopo sarà il momento di concentrarsi sulla MotoGP, la grande sfida dal 2018: «Le persone ora mi danno molta attenzione, c’è una grande passione per questo sport ed è una cosa fantastica, per questo cerco sempre di essere il più gentile possibile mi chiede una foto o un autografo» ha concluso Morbidelli .