MotoGP, Pedrosa: «Grazie Honda ma avevo bisogno di cambiare»

Dani Pedrosa MotoGP

Dopo l’ufficialità del divorzio tra Dani e l’HRC, sono arrivate le dichiarazioni del pilota spagnolo, che in primo luogo ringrazia tutto il team Honda per i diciotto anni passati insieme

La fine del rapporto tra Dani Pedrosa e la Honda è la dimostrazione che prima o poi tutto ha una fine. Parecchi addetti al lavoro si sarebbero aspettati una loro separazione solo in caso di un’eventuale ritiro del trentaduenne spagnolo. Invece, era nell’aria negli ultimi giorni il possibile non rinnovo del contratto per il trentaduenne, mentre è stato un fulmine a ciel sereno l’accordo sottotraccia dei giapponesi con Jorge Lorenzo. La domanda sorge spontanea: il team ha già trovato il suo sostituto, mentre il tre volte campione del mondo che progetto sposerà?

Purtroppo per lui, a questo punto della stagione, quasi tutti i pezzi del puzzle sono stati messi in ordine. Manca una sella alla Ducati (se la giocano PetrucciMiller), una in Aprilia al posto di Redding e al fianco di Aleix Espargaro, una nella KTM Tech3 e forse due nella Yamaha Petronas, sempre se iniziassero l’ascesa in MotoGP dalla prossima annata. Appare meno ipotizzabile un passaggio in SBK per il pilota di Sabadell. Inoltre, anche un altro top rider come Iannone deve ancora accasarsi con una nuova squadra.

Ecco le parole di Dani Pedrosa, che ringrazia la casa nipponica per i fantastici diciotto anni passati insieme: «Voglio ringraziare HRC per tutti questi anni di grandi soddisfazioni. Sono cresciuto non solo come pilota, ma anche come persona grazie a loro. Porterò sempre HRC nei miei ricordi e nel mio cuore. Nella vita abbiamo tutti bisogno di nuove sfide e sento che è ora di cambiare».

Anche il presidente dell’HRC Yoshishige Nomura, ha voluto esprimere pubblicamente il suo ringraziamento a Dani: «Oggi è un giorno molto triste per me. A nome di HRC, voglio ringraziare Dani per tutto il suo grande lavoro e per esprimere la nostra gratitudine per questi due decenni passati insieme, augurandogli anche il meglio per il suo futuro motocilcistico e non».