MotoGP, la proposta di Marquez: «In pit lane come in F1»

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L’episodio che ha visto coinvolti Andrea Iannone e Aleix Espargarò a Brno non ha lasciato indifferenti i top rider. Marc Marquez suggerisce la sua soluzione

Il Flag-to-Flag in MotoGP è una situazione davvero molto rischiosa. I piloti hanno piena discrezione sul momento in cui rientrare e può capitare che nei primi giri, quando il primo di un gruppetto di piloti si ferma, anche gli altri rientrano per “copiare” la strategia. Questo genera ovviamente una serie di potenziali rischi all’interno della pit-lane. Quanto accaduto a Brno tra Andrea Iannone ed Aleix Espargarò è solo un esempio di ciò che può accadere in situazioni di questo tipo, ed è chiaro che in futuro si debba lavorare per scongiurare il rischio di scontro nei box tra piloti che escono e che rientrano dopo il cambio moto. In passato sono anche accaduti altri episodi, come la caduta di Alvaro Bautista in fase di rientro nel 2016 in sella all’Aprilia durante il Gran Premio di Argentina.

Marc Marquez ha detto la sua, specificando che episodi come questo di Bautista o anche la caduta di Loris Baz, che ha bloccato l’anteriore della moto, sono episodi che possono capitare, sono degli errori di guida per i quali non si può fare quasi nulla. Mentre ci sono altri aspetti su cui attraverso il lavoro si può migliorare la sicurezza, e propone di copiare una soluzione in uso in F1: «Secondo me una buona proposta, di cui cercherò di parlare in Safety Commission, potrebbe essere che per ogni pilota ci sia un meccanico in più in pit lane. Il meccanico sarebbe solo concentrato sulla verifica del traffico nei box, per evitare di dare il release mentre arriva qualcun altro. Potrebbe avere uno stick come quello utilizzato in F1 (in F1 c’è un meccanico definito Lollipop Man che ha il compito di autorizzare o meno il release dai box, NDR). Quando lo stick è giù non puoi partire, mentre quando lo solleva puoi andare. Questo è un qualcosa di interessante su cui riflettere per il futuro, perchè credo che sia più difficile interpretare il segnale di un meccanico dato solo con le sue mani».

Altre possibilità sono state suggerite secondo Crash.net anche da Aleix Espargarò, e riguardano l’eventuale imposizione di un tempo minimo come in SBK per il cambio moto, un modo per evitare l’eccessiva fretta in un’operazione delicata come questa. Secondo le dichiarazioni riportate dal sito inglese, anche Jack Miller è d’accordo con questa soluzione: «Come ha detto qualcun’altro, anche a me piace la regola del cambio moto della Superbike, con un tempo minimo di permanenza nel box. Così non avresti troppa fretta e non rischieresti di fare cose stupide, come accaduto a Andrea e Aleix in gara. Penso che sia troppo pericoloso. Ho rivisto le immagini nel motorhome, con calma. Quando la moto di Iannone è andata a sbattere in quella di Rins, se ci fosse stato qualcuno con le sue gambe nel mezzo, sarebbe diventata davvero una brutta situazione».