MotoGP, Valencia e quelle rimonte da titolo

La pista spagnola è stata teatro di grandi ribaltoni: nel 2006 e nel 2015 chi si trovava dietro all’ultima gara uscì da Valencia con la corona di campione

L’impresa è più che difficile, è quasi impossibile: lo sa Andrea Dovizioso e lo sa la Ducati, già contenta di aver tenuto aperti i giochi per il titolo mondiale fino a Valencia, impresa che sembrava disperata dopo il 13° posto del Dovi in quel di Phillip Island. Sono 21 i punti da recuperare a Marquez in casa sua, a Valencia, per riuscire a mettere le mani su quel titolo mondiale che a Borgo Panigale manca dal 2007. Per festeggiare il 12 novembre ci sarà una sola combinazione possibile: Dovizioso 1° e Marc Marquez 12° o peggio; non proprio il risultato più probabile per un pilota che quest’anno quando è arrivato al traguardo non ha mai ottenuto un piazzamento peggiore del 6° posto. Quando però una stagione lunga 9 mesi si va a decidere in 40 minuti di gara o poco più non si sa mai quello che può succedere e Valencia è già stata teatro negli ultimi 11 anni di due clamorosi capovolgimenti di fronte che sono rimasti impressi nella storia del motociclismo.

Il primo data 2006, una stagione per certi versi simile a quella di quest’anno, con tanti capovolgimenti di fronte e diversi piloti in lotta per il titolo mondiale fino alle ultime gare: nel season finale a Valencia in corsa ci sono ancora Valentino Rossi e Nicky Hayden e il destino sembra segnato. Il Dottore arriva da 5 titoli mondiali consecutivi vinti tra il 2001 e il 2005 e nonostante una stagione travagliata, con la sua Yamaha spesso vittima di problemi tecnici, ha un bottino di 8 punti di margine, maturato grazie al clamoroso incidente che ha visto protagoniste nella gara precedente le due Honda, con Pedrosa che ha stesso il compagno di squadra Hayden, privandolo di punti pesantissimi. La domenica della gara Rossi parte dalla pole mentre la Honda numero 69 è 5^ e tutto pare già deciso. In gara però la moto di Valentino soffre terribilmente e scivola indietro, mentre Hayden, sornione, si mette dietro le Ducati di Bayliss e Capirossi. Al 5° giro l’incredibile svolta: la Yamaha gialla numero 46 scivola malamente a terra mentre si trovava al 7° posto e Rossi arranca nella ghiaia. Il Dottore si rialza, riparte e chiude 13° ma non basta. Hayden è 3° al traguardo e trionfa per appena 5 punti, quelli che Rossi aveva perso nella gara precedente terminando 2° dietro a Toni Elias per appena 2 millesimi.

Il secondo episodio ha sempre Rossi come protagonista ma questa volta in una sfida tutta interna alla Yamaha, quella del famigerato 2015 con Jorge Lorenzo. La storia è arcinota agli appassionati: Valentino arriva alla gara decisiva di Valencia in testa al campionato, che ha condotto sin dalla prima gara, con 7 punti di margine su Jorge. Rossi però è costretto a partire ultimo per la penalizzazione ricevuta dopo l’incidente di Sepang con Marc Marquez e in gara riesce a rimontare fino al 4° posto, ma lì è costretto a fermarsi. Davanti invece, in un GP che susciterà un’infinità di polemiche tra gli appassionati, Lorenzo vince scortato a pochissima distanza dalle due Honda di Marquez e Pedrosa, con il campione di Cervera che non prova mai ad attaccare il connazionale della Yamaha nonostante un passo di gara visibilmente più veloce. Lorenzo così può festeggiare il titolo per appena 5 punti.

E’ chiaro che l’impresa per il Dovi si prospetta molto più complicata di quelle appena descritte, ma l’italiano ha il dovere di sognare fino alla fine, se lo è meritato dopo una stagione incredibile, condotta al di sopra tutte le più rosee aspettative. Valencia in passato ha regalato dispiaceri ai colori italiani quando ci si giocava il mondiale, chissà che quest’anno le cose non possano andare nel senso opposto.