MotoGP, Yamaha vicina all’accordo con il team Team Aspar Petronas

Lin Jarvis non si è sbilanciato a Barcellona ma sembra che l’accordo per fornire due Yamaha M1 al nascituro Team Aspar Petronas sia vicino. Pedrosa e Morbidelli i piloti

Quando Dani Pedrosa ha convocato una conferenza stampa per giovedì a Barcellona, in tanti temevano che l’intenzione del pilota fosse di annunciare il proprio ritiro dalle gare. La perdita della possibilità di restare in Honda e la poca chiarezza sul futuro suggerivano che questo fosse l’unico scenario possibile, ma i fatti sono andati diversamente. Dani Pedrosa ha iniziato a parlare al microfono, senza in pratica dire nulla sul suo futuro ma suggerendo che  qualcosa stia bollendo in pentola.

Questo qualcosa ha le sembianze della Yamaha M1 sponsorizzata da Petronas e gestita in pista dal Team Aspar, oggi intitolato ad Angel Nieto. Il colosso petrolifero malese è infatti ad un passo dalla firma degli accordi che garantirebbero il budget necessario a portare a termine l’operazione e che consentirebbe a Yamaha di poter contare su altre due M1 in pista nel 2019 oltre a quelle del team Factory destinate a Valentino Rossi e Maverick Vinales.  Lin Jarvis non ha mai fatto segreto della grande necessità per Yamaha di avere almeno quattro moto in pista, e sembra che tutto stia andando verso questa direzione.

Intervistato da SKY nel box di Barcellona, Gino Borsoi di Aspar si è cimentato in un abilissimo dribbling, ma di fatto ha confermato che il disegno di massima del progetto prevede questo schema: Dani Pedrosa e Franco Morbidelli designati come piloti. Due Yamaha M1, che probabilmente saranno le Factory 2018 gestite dalla squadra Aspar. Main Sponsor dell’operazione la Petronas, in grado di garantire il budget milionario necessario a fare tutto. Il problema è come sempre economico, perché il disegno così com’è sembra impeccabile. Un’ottima moto, due grandi piloti che rappresentano certezza e futuro, e partner molto solidi dal punto di vista finanziario. Non manca davvero nulla per il successo dell’operazione, se non la firma sugli assegni.

Una firma che, come confermato dallo stesso Borsoi, dovrebbe arrivare prima di Assen, consentendo a tutti di sbottonarsi ancora di più. Una firma che è evidentemente nell’aria, tanto da spingere Pedrosa a rimandare qualsiasi comunicazione. Probabilmente lo spagnolo era intenzionato ad annunciare il ritiro a Barcellona, ma la concretizzazione del progetto Petronas deve averlo convinto a desistere quasi all’ultimo minuto.

Di fatto, due Yamaha M1 in pista con Pedrosa e Morbidelli in sella potrebbero rappresentare una grande opportunità per Yamaha da molteplici punti di vista. Darebbe l’opportunità di valutare il talento di Morbidelli in modo più preciso ed in vista di un potenziale futuro da pilota ufficiale e soprattutto permetterebbe di ricevere da Pedrosa tutta una miriade di informazioni accumulate in tanti anni di Honda RCV dello spagnolo, che ha vissuto in pratica tutte le declinazioni di questa moto, dalla 5 cilindri, alla prima 800 fino all’attuale versione che consente a Marquez di guidare la classifica iridata. Chiuso il capitolo Tech3 per Yamaha, tutto sembra pronto per aprire una nuova era con presupposti davvero interessanti.