MXGP, che fine ha fatto Villopoto?

ryan villopoto

Il campione di AMA Supercross è sparito dalla scena del Campionato mondiale di Motocross. Si chiama Ryan Villopoto, ha 26 anni, capelli rossi. Chi l’ha visto?

Lo avevano ribattezzato l’anti-Cairoli. La sua missione era quella di fermare il dominio incontrastato del siciliano della Red Bull KTM, eterno campione del mondo di Motocross con 8 titoli iridati. Un confronto tra titani mai avvenuto nella storia di questo sport. Dieci campionati AMA conquistati di cui gli ultimi 4 consecutivi in Supercross 450 erano un curriculum stellare per l’americano dai capelli rossi, che faceva presagire una vera e propria battaglia per la conquista del mondiale MXGP 2015.

Il 26enne californiano Ryan Villopoto è invece letteralmente sparito dalla scena dopo soli quattro round. Il flop si è compiuto ad Arco di Trento dove ha rimediato una spettacolare caduta in Gara 2 e nonostante le cure intensive non è riuscito a tornare in sella alla sua Kawasaki neanche per il GP di Spagna. Da lì in poi il nulla.

Quello che si sa è che Villopoto è tornato in USA per lavorare ad un programma di recupero per velocizzare i tempi di guarigione al fianco del suo preparatore Aldon Baker. Il brutto infortunio al coccige gli ha dunque impedito di continuare questa sfida in Europa e non è da escludere l’abbandono del mondiale per tornare ai campionati di motocross a stelle e strisce.

Dopo tutto il clamore e l’attesa che aveva suscitato il suo esordio in MXGP, iniziata molto prima della tappa inaugurale in Qatar, quello che rimane è una performance di tutto rispetto che Villopoto ha affrontato con il coraggio di buttarsi nella fossa dei leoni del Campionato Mondiale, un mondo a lui estraneo e ricco di insidie. La scommessa della vita di partecipare ad un campionato tanto diverso dal panorama crossistico americano. Nonostante l’uscita dai riflettori del mondiale, Villopoto resta un pilota di indiscutibile talento, veloce e abile ma comunque molto fragile come dimostrano i numerosi infortuni collezionati in carriera.

E’ innegabile poi il fatto che l’arrivo dell’americano abbia donato un altro sapore alla MXGP con una forte componente di novità nel paddock. L’inizio della sua avventura nel Mondiale di motocross è stata però più dura del previsto. A Losail è rimasto bloccato al cancelletto di partenza con la moto spenta, poi ha tentato la rimonta ma una caduta quando era 13° lo ha fatto retrocedere al 19° posto. Lo statunitense ha poi conquistato la prima vittoria assoluta nella tappa successiva in Thailandia ed è stata un atto di liberazione. Era dal 1999 che uno statunitense non vinceva un GP della classe regina. C’è però da considerare la pista a lui più congeniale per via della conformazione simile a quelle indoor del Supercross.

Il fattore piste era infatti una vera incognita per la sfida Villopoto-Cairoli. Quest’anno l’elenco delle 18 gare è stato profondamente rinnovato e la diversa struttura dei tracciati lasciavano un interrogativo aperto su chi dei due fosse il reale favorito al trono.

All’alba della decima tappa del mondiale, la casella dei totali di Villopoto recita 124 punti: Maximilian Nagl, dominatore del mondiale ne ha ormai quasi il triplo, Cairoli poco meno. Il vincitore del campionato 2015 sarà anche colui che ha fermato l’incursione americana di Villopoto. Per ora comunque TC222 batte RV2. Da rivedere totalmente il discorso sulla sua invincibilità, annunciata alla vigilia del mondiale dall’amico Casey Stoner.

Gianluca Saiu 
twitter @g_saiu