Paolo Beltramo… riparte dal divano!

Paolo Beltramo

Paolo Beltramo dai box è tornato. Una vita nei Paddock, una vera icona per tutti gli appassionati di moto

Lo avete amato, apprezzato, venerato e invidiato. E alla fine lo avete atteso. Ora è tornato. Ecco il mitico Paolo Beltramo, l’inviato dai box che per anni ha raccontato il dietro le quinte della vita nei Paddock, riuscendo a regalare sempre emozioni a tutti e a diventare una vera icona per gli italiani appassionati di moto. Se il tuo nome passa da Paolo a Paolone, i motivi possono essere direttamente legati al processo di crescita della taglia dei tuoi pantaloni oppure alla crescita dell’affetto che ti circonda. Nel caso di Paolo Beltramo, ci piace pensare che la sua ingombranza fisica sia stata superata negli anni dal suo peso mediatico.

All’inizio della sua carriera era Paolo Beltramo dai Box, per poi diventare Paolo dai Box e poi evolversi nel più affettuoso Paolone dai Box. Ed è proprio in questa sua incarnazione che Paolone ha accompagnato le domeniche degli appassionati di moto, con le sue interviste e i suoi interventi live. Ha saputo raccogliere gli umori dei box, cercando di raccontare i piloti e le loro sfide in pista cercando di coglierne sempre il lato più umano. Spesso è stato il primo a recarsi alla Clinica mobile per rassicurare tutti sulle condizioni di un pilota dopo un volo di quelli brutti davvero. Qualche volta ha dovuto anche raccontare la perdita di un amico, come quando con gli occhi lucidi confermò la morte dopo l’incidente di Marco Simoncelli, che era un vero amico per Paolo Beltramo.

Simoncelli

Spesso interveniva dal box del pilota che stava conducendo la gara e qualche volta s’è preso anche dei sonorissimi vaffa perché il pilota in questione cadeva due minuti dopo. Ma sono le gare, di certo non la sfiga! Paolo Beltramo ha accompagnato l’era di Valentino Rossi in MotoGP dalla prima gara a Suzuka, nel 2001. Con il pesarese ha sempre avuto un rapporto privilegiato, fatto di interviste semiserie e sfottò accettati placidamente nella reciproca consapevolezza che si stava parlando con un amico prima che con un giornalista. Per questo suo rapporto di amicizia con molti piloti italiani, in tanti lo hanno etichettato come di parte, incapace di essere imparziale. Ma come poteva non tifare per quel ragazzino biondo che si portò in sella una bambola gonfiabile dopo una vittoria. Come avrebbe mai potuto non essere di parte nel raccontare la cattiveria agonistica di Simoncelli quando la sera giocava a carte nel paddock con lui e il papà suo omonimo.

Conosce bene il portoghese, coltivando un vero amore mai celato nei confronti del Brasile e della tipica fauna locale. Un rapporto fraterno con Alex Barros e sembrava quasi emozionato mentre dai box raccontò la vittoria di Alex contro Rossi nel Mundialito di fine 2002 avendo la fortuna di abbracciare anche la moglie del pilota brasiliano durante i festeggiamenti. Che è brasiliana. Che è bellissima. Standing ovation per Paolo Beltramo. Quest’anno Paolo Beltramo non è stato Paolone dai Box. Verrebbe da dire che si sia trattato solo di coincidenze sfortunate. Paolone non ha avuto la possibilità di continuare il suo mestiere di giornalista con l’amico e collega Guido Meda, dopo il passaggio dei diritti del Motomondiale da Mediaset a Sky. Indegnamente licenziato.

paolo beltramo guido meda

Senza nulla voler togliere ai professionisti che oggi seguono le gare dal Paddock e le raccontano in TV agli appassionati, Paolo Beltramo dai Box era un must. Oggi guardi le gare, te le godi lo stesso. Ma manca quel quid, manca il tocco di classe. Magari anche un commento scontato, ma incredibilmente genuino e terribilmente competente. Non conosciamo i suoi programmi per il 2016, ma sappiamo che qualsiasi cosa sia, verrà affrontata con passione e competenza. Perché se ti chiami Paolone dai Box per 36 anni, alla fine di moto e di vita da Paddock ne mastichi davvero parecchio. In effetti ecco cos’è Paolone dai Box. Tanta roba.