SBK, Guim Roda: «Dorna deve pagare i team come in MotoGP»

Guim Roda Kawasaki

Il manager del team di Kawasaki spinge per la necessità di far crescere il campionato Superbike e lascia aperta la porta all’ipotesi di sbarcare in MotoGP in futuro

La Kawasaki sta dominando anche quest’anno il campionato del mondo di Superbike, con uno straordinario Jonathan Rea che ha firmato la doppietta anche in Portogallo ipotecando di fatto il titolo 2017. Il team giapponese però ha dovuto fronteggiare l’assenza forzata di Tom Sykes dopo l’incidente nelle prove; di questo e di altro ha parlato il manager del team nipponico Guim Roda a margine del weekend di Portimao, spiegando che comunque si aspetta di rivedere in pista Sykes nel prossimo fine settimana di campionato, in programma il 30 settembre e 1° ottobre a Magny Cours in Francia.

Roda poi si è concentrato sul futuro di una categoria da sempre affascinante e spettacolare ma che negli ultimi anni sta perdendo parte del suo antico smalto: «Quest’anno Davies senza le cadute e qualche problema tecnico sarebbe stato più vicino a Rea, così come ha inciso l’infortunio di Sykes. Sicuramente però Dorna deve intervenire per aumentare lo spettacolo e promuovere il campionato con l’obiettivo di portare più spettatori al circuito e migliorare la copertura televisiva. Per farlo bisogna comportarsi come in MotoGP: Dorna deve distribuire il denaro ai team iscritti in modo tale da aiutare le squadre e far crescere il campionato. Se si chiedesse di vendere la nostra tecnologia per aiutare i team privati io sarei favorevole. L’obiettivo deve essere quello di avere sempre più piloti competitivi in griglia».

Il cannibale di quest’era della SBK è Jonathan Rea, ma quale sarà il futuro del 30enne pilota nordirlandese? Roda risponde anche a questo quesito, non stupendosi troppo delle presunte chiacchiere tra il suo pilota e la Suzuki: «E’ normale che piloti e agenti parlino con altri team e altri campionati, è il loro lavoro. Io non so se Suzuki e Rea siano in contatto, di certo nel mondo di oggi i contratti si rescindono facilmente. Lui è e resta la nostra priorità perchè ci piace come persona e come pilota. La strategia di Kawasaki è di tenerlo in SBK per il 2019 e 2020. Un possibile approdo in MotoGP? Sarebbe una cosa completamente diversa, ma farei quello che dice Kawasaki. Per ora so che dobbiamo lavorare sulla Superbike».