Scott Redding in Ducati. La storia del talento britannico - Motori News 24
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Scott Redding in Ducati. La storia del talento britannico

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Dopo aver assistito ad un autentico valzer di nomi che si sono succeduti quali potenziali Rider in seno alla Pramac per la stagione del 2016, una delle selle più ambite della MotoGP è stata conquistata dallo spettacolare Scott Redding. Conosciamo il talentuoso erede della dinastia britannica in Ducati

Quando si è aperto il mercato piloti relativo alla stagione 2016 della MotoGP, è apparso immediatamente chiaro che le selle più appetibili fossero davvero poche. Considerato che le sei moto ufficiali di Honda, Yamaha e Ducati resteranno occupate dagli attuali pilota in forza alle rispettive squadre, è solo nei team satellite che gli aspiranti piloti potevano cercare una sella competitiva per il prossimo anno.

La vittoria alla 8 ore di Suzuka e le performance solide di Bradley Smith e Pol Espargarò in gara, hanno convinto Harvè Pocharal di lasciare invariato il layout di piloti per la stagione 2016 e la propria Yamaha Tech3 . Dopo qualche trattativa ed un tira e molla abbastanza lungo, Cecchinello ha confermato Crutchlow sulla RCV Factory che gestisce con la sua LCR e sta mettendo assieme il budget necessario a continuare anche con Jack Miller, che in caso contrario verrà dirottato da Honda ad una moto del team Martinez orfano sia di Hayden che di Laverty, entrambi destinati alla WSBK a quanto pare.

Passando in casa Ducati, è solo in Pramac che c’è stata una sella davvero appetibile e disponibile sul mercato. Danilo Petrucci ha conquistato sul campo la riconferma, forte di risultati davvero fantastici considerata la dotazione tecnica di cui ha potuto disporre quest’anno. Il suo compagno Hernandez ha invece deluso, non riuscendo a continuare una buona crescita evidenziata durante il 2014. Probabilmente per il colombiano ci sarà una sella Ducati nel team Avintia, ma la GP15 di Pramac sarà destinata a Scott Redding. La RCV Factory lasciata libera da Scott verrà probabilmente occupata da Tito Rabat, Campione del Mondo Moto2 del 2014 e già in forze al Team Marc VDS nella categoria intermedia del motomondiale.

L’inglese Scott Redding ha di fatto vinto il derby tutto britannico che lo vedeva in lizza per questa Ducati GP15 assieme a Cal Crutchlow, spaventato dalla crisi CWM e preoccupato di restare a piedi l’anno prossimo. Nonostante la fine prematura dell’accordo con Ducati al termine della stagione 2014, Cal aveva infatti tentato di trovare una sella in Pramac, dove avrebbe anche ritrovato il tecnico Romagnoli con cui aveva già collaborato sia in Tech3 che nella sua prima stagione in Ducati.

In realtà Scott Redding ha iniziato la propria esperienza in MotoGP proprio in sella ad una Desmosedici, per cui si tratta di un ritorno alle origini della propria avventura con i prototipi della top class. Scott fu infatti convocato dalla Ducati per un test al Mugello, nel quale Filippo Preziosi volle far provare la sua Desmosedici anche ad un ancora acerbo Andrea Iannone. Il test si svolse nell’agosto del 2012 e Redding girò subito forte, stampando un tempo abbastanza vicino agli ufficiali dell’epoca Hayden e Rossi.

Lo stile un po’ grezzo e cattivo di Scott Redding sembrava sposarsi bene con la difficile Ducati dell’epoca, e anche la sua stazza fisica, abbastanza imponente per la media di categoria, ben si adattava alle esigenze della MotoGP. Tuttavia all’epoca non se ne fece niente e Scott Redding è rimasto un altro anno in Moto2 dando la caccia al titolo nel 2013 in una bella sfida a Pol Espargarò. L’inglese si è dovuto accontentare di un secondo posto in classifica finale, pur raccogliendo tre vittorie di tappa e sette podi complessivi.

Prima di approdare in Moto2, Scott Redding ha corso nel 2008 e 2009 anche in quella che all’epoca era ancora la 125, raccogliendo anche una vittoria nella stagione di esordio e mostrando classe e talento sufficienti ad attirare l’attenzione di vari Team Manager del Mondiale. Redding infatti diventa il più giovane vincitore della storia dei GP, mostrandosi agli occhi del mondo come un potenziale campioncino del futuro del motomondiale.

Una vera e propria esplosione nella sua crescita fisica è avvenuta nell’inverno del 2009, costringendo di fatto l’inglese a lasciare le piccole due tempi per salire di categoria e passare sulle più potenti Moto2. In questa circostanza Scott Redding ha iniziato un fortunato sodalizio che lo ha legato al Team Marc VDS che è proseguito per due anni in Moto2 ed ha condotto Scott sulla Honda RCV Factory in questa stagione del mondiale, dopo una parentesi sulla RCV Open del Team Gresini nel 2014. In realtà Scott ha ammesso in più circostanze di non aver mai raggiunto un grande feeling con la difficile Honda RCV, dichiarando recentemente di essersi trovato più a suo agio nel test del 2012 con la non propriamente amichevole Ducati Desmosedici.

La coppia Pramac del 2016 sarà quindi formata da due piloti veloci e talentuosi come Danilo Petrucci e Scott Redding, entrambi determinati a dimostrare di meritare la fiducia da parte di Ducati che gli affiderà due GP15 nella configurazione che attualmente è a disposizione di Iannone e Dovizioso. Probabilmente per l’inglese sarà una sorta di ultima chiamata per dimostrare che quel ragazzino di quindici anni sul podio di Donington nell’ormai lontano 22 Giugno del 2008 aveva realmente tanto da dare al motociclismo, e aspettava solo la giusta occasione. Scott ha anche l’arduo compito di rifondare la tradizione vincente che lega i piloti britannici alla Ducati e che in SBK ha regalato tante gioie ai tifosi delle Rosse di Borgo Panigale.

Scott Redding troverà in Pramac Racing un ambiente perfetto per riavere fiducia completa nel proprio talento e feeling con la nuova moto e le nuove gomme Michelin che avranno tutti a disposizione l’anno prossimo. Alla fine della prossima stagione scadranno anche i contratti dei due piloti ufficiali Dovizioso e Iannone, e nulla impedisce che la Ducati possa pescare proprio nel box Pramac un eventuale talento su cui puntare per il futuro, esattamente come ha fatto con Iannone quest’anno. Danilo Petrucci e Scott Redding sono avvisati e perfettamente consapevoli che una bella stagione nel 2016 potrebbe portarli dritti tra le braccia del Team Ufficiale. Consacrandoli definitivamente a Top Rider della categoria.

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