Stefan Bradl: «Honda tiene di più alla 8 Ore di Suzuka del Mondiale SBK»

SBK
@TEAM TSR FCC

Stefan Bradl è impegnato in Giappone per i test in vista della 8 Ore di Suzuka, ed ha scoperto che la versione della CBR per la 8 Ore di Suzuka è una moto migliore della sua SP-2 in versione SBK

Il pilota della Honda SBK Stefan Bradl non avrà molti giorni di vacanza in questo 2017. Sceso dalla CBR SP-2 allestita dal Team ten Kate, è immediatamente risalito sulla cugina del Team FCC TSR. In realtà, le due moto dovrebbero risultare molto vicine tra loro, ma la versione della squadra giapponese è una moto pensata per disputare gare Endurance di almeno 8 ore, e non gare sprint di 25 giri. Eppure tra le due c’è n’è una che appare decisamente più veloce dell’altra. Viste le premesse, sarebbe scontato pensare che la CBR più veloce al mondo sia quella allestita dal team Ten Kate che corre il mondiale SBK. Ma Stefan Bradl non è di questo avviso: «Questa moto in configurazione Endurance si comporta in modo molto diverso dalla mia moto in versione SBK. Ovviamente incidono molto le gomme, che qui sono Bridgestone mentre nel WSBk sono Pirelli. Ma la mia prima impressione appena salito in sella è che questa moto è guidabile, facile da usare e molto più accogliente di quella che utilizzo in SBK».

Le grandi differenze tra le moto utilizzate in SBK e quelle del team TSR per la 8 Ore sono concentrate ovviamente nel motore e nella gestione elettronica. In Europa i motori sono affidati interamente a Cosworth in Inghilterra, e si è sempre avuto il sospetto che la ricerca della potenza a tutti i costi avesse compromesso in parte la guidabilità della CBR SBK. Quando Speedweek.com ha chiesto a Stefan Bradl di chiarire questo aspetto, la risposta è stata questa: «Gli ingegneri Honda mi hanno spiegato che i motori usati nella 8 Ore di Suzuka, sono interamente preparati in Giappone, come pure tutta la parte elettronica. La HRC non è coinvolta nel progetto SBK come lo è per quello della 8 Ore di Suzuka. Shinichi Kabuto è qui in squadra con noi per HRC, ed era direttore tecnico in MotoGP ai tempi della mia presenza in LCR. Nel mondiale SBK non l’ho mai visto. Stessa cosa per Tomo Sato, il mio contatto diretto con Honda in questa gara. Mi sembra palese un grande interesse di HRC per la 8 Ore di Suzuka, altrimenti non ci sarebbero tutti questi tecnici HRC in giro».

Quando poi hanno chiesto a Bradl di essere specifico sulle differenze tra le due moto, il pilota tedesco ex compagno di Nicky Hayden ha spiegato così il diverso feeling tra le due moto: «Il cambio di questa moto ha davvero colpito la mia attenzione, è morbido come il burro. Mi hanno spiegato che questa differenza ha a che fare con la gestione elettronica Magneti Marelli. Per tutti i test poi, non ho avuto un singolo problema. Volete sapere se con questa moto a Laguna Seca, anche con gomme Pirelli, avrei girato più forte rispetto alla CBR SBK di Honda Motor Europa? Si, senza dubbio. La differenza di potenza è molto inferiore a quello che si potrebbe pensare, nonostante questo motore debba reggere per 8 ore contro i 40 minuti della SBK, e sono convinto che nonostante questo, girerei più forte con questa moto rispetto alla mia in versione SBK. Mi piacerebbe poter guidare questa moto sempre con l’elettronica di Magneti Marelli e sarebbe curioso portare questa moto in Europa per un confronto alla pari con la nostra moto. Ma non posso farmi illusioni, un test del genere non accadrà presto. Dobbiamo accontentarci di guidare la moto con l’attuale elettronica Cosworth e sperare che arrivi qualcosa dal Giappone».

Quando hanno poi chiesto a Stefan Bradl quanto ci ha messo per comprendere la differenza tra le due moto, la risposta ha lasciato davvero senza parole: «quando sono partito, dopo aver messo le prime tre marce, avevo già capito tutto»