MotoGP Qatar, il vero problema di Valentino Rossi sono le nuove Michelin

VALENTINO ROSSI DIFFICOLTà
@YAMAHA

Valentino Rossi è in difficoltà e non lo nasconde. Il problema non è la moto, bensì la nuova carcassa sviluppata da Michelin che non piace al Dottore

Che Valentino Rossi non stia affrontando il miglior inizio stagione degli ultimi anni, è ormai palese. Le sue prestazioni per ora sono molto distanti da quelle del suo compagno di team Maverick Vinales, che è salito sulla M1 e l’ha portata sempre al vertice di ogni singola sessione disputata. Dai test di Valencia, passando per Sepang, Phillip Island e Qatar, la costante della classifica è la M1 con il n°25 sul cupolino in cima alla lista dei tempi. Indubbiamente il pilota spagnolo ha instaurato un feeling incredibile con la Yamaha, ma perchè sembra che contemporaneamente Valentino Rossi si sia allontanato dal feeling assoluto con la stessa moto?

In Yamaha non hanno rivoluzionato il progetto, eppure sembra che Rossi non riesca a ritrovare quelle sensazioni che sono così importanti in sella per sentirsi a proprio agio. L’imputato numero uno sono diventate quelle componenti della moto che sono assolutamente fondamentali nel pacchetto, ma che non dipendono in nessun modo dal team o dal pilota. Stiamo parlando ovviamente delle gomme. La Michelin è cresciuta moltissimo da quando è entrata come fornitore unico in sostituzione di Bridgestone, e le difficoltà iniziali sembrano un lontano ricordo. Eppure la Casa francese continua nel proprio processo di sviluppo ed è normale che la sperimentazione conduca a portare in pista pneumatici sempre diversi, dotati di caratteristiche molto differenti fra loro.

Nella prima giornata di prove libere in Qatar, Valentino Rossi è entrato in top ten, chiudendo al nono posto, ma è lontanissimo dal compagno di team Vinales, che vola in P1 e sembra totalmente padrone della situazione. Rossi ha detto di aver lavorato principalmente in ottica gara, ma è questo passaggio che bisogna leggere con attenzione, e che spiega al meglio il momento difficile del Dottore: «il vero problema è la fiducia nell’anteriore, ma è un problema più di gomme che di moto. Il nuovo anteriore portato da Michelin è più morbido, sia nella carcassa che per la mescola. Si muove molto in frenata e non riesco a entrare in curva velocemente».

In queste frasi c’è tutta i sintesi della situazione. Valentino Rossi è un pilota sensibile, che ha dalla sua una valigia di esperienze in sella incredibile. Forse non è più il pilota più veloce sul giro secco, ma c’è da sottolineare che neanche negli anni d’oro dei titoli mondiali a raffica fosse imbattibile in qualifica. Rossi è un racer, un pilota che guida per attaccare, per aggredire e che riesce a dare il massimo in queste condizioni. Ma con questa gomma, Valentino non riesce a guidare come vorrebbe e come potrebbe. La Michelin ha senza dubbio creato un prodotto migliore, che garantisce maggiori performance e affidabilità. Ma ha anche modificato gli equilibri in pista, mettendo in difficoltà alcuni piloti più che altri. E’ probabile che lo stesso problema stia affliggendo in questo periodo Andrea Iannone, velocissimo al debutto a Valencia e al top a Sepang, e dopo sprofondato in un oblio di difficoltà in sella alla Suzuki.

Non sappiamo adesso cosa accadrà, ma si stagliano all’orizzonte alcuni fantasmi del passato. In tanti hanno criticato Rossi e la Michelin all’epoca in cui la Casa francese produceva durante  la notte di sabato una fantomatica gomma ideale per le condizioni dell’asfalto, e in tanti accusavano Michelin di favorire proprio Rossi. Oggi la situazione è estremamente diversa, eppure siamo certi che se la Michelin dovesse cambiare radicalmente la gomma o portare semplicemente una specifica maggiormente gradita a Rossi, in tanti griderebbero allo scandalo. Per ora il dato certo è che Valentino dovrà cavarsela con il materiale a disposizione, ma è probabile che Michelin porterà con l’avanzare della stagione del materiale differente in pista. In Qatar le condizioni della pista stano cambiando continuamente, con il vento che spazza il tracciato e l’asfalto che cambia grip tra una sessione e l’altra. Siamo in ogni caso certi che Valentino Rossi saprà estrarre il tipico coniglio dal cilindro, e riuscirà a ricucire almeno parte del gap con Vinales.