Aprilia e l’enigma Milwaukee in SBK

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@SMR RACING

Qualcosa non funziona in SBK tra il Team Milwaukee e l’Aprilia RSV4. Una partnership partita tra rulli di tamburi e roboanti annunci, che per ora stenta a decollare

Quando è stata annunciata la partnership tra Aprilia e Team SMR Milwaukee per il campionato 2017 SBK, in tanti speravano in un ritorno in grande stile per la Casa di Noale nel novero delle zone alte di classifica SBK. Una coppia di piloti davvero ben composta, con il talento puro di Lorenzo Savadori e l’esperienza ed innegabile velocità di Eugene Laverty, era solo una garanzia in più per un’operazione dal successo quasi scontato. Eppure questo 2017 ci ha mostrato finora ben poco del potenziale della RSV4, o almeno di quello che ci si aspettava potesse essere il potenziale di questa moto, ancora oggi all’avanguardia in SBK. Tanti problemi e pochissime soddisfazioni in pista, stanno minando un rapporto nato malissimo, che in alcuni momenti ricorda anche il disastroso binomio costruito dal Team di Shaun Muir con la BMW nel 2016.

Dobbiamo ricordare infatti che nella stagione d’esordio nel mondiale SBK, la compagine inglese dovete rinunciare ad utilizzare la Yamaha R1 con cui Josh Brookes si era laureato campione del BSB nel 2015. Il Team Crescent di Paul Denning ottenne l’esclusiva di Yamaha per le moto ufficiali in SBK e Shaun Muir dovette “ripiegare” sulla S1000rr messa a disposizione da BMW. Un budget faraonico aveva fatto presagire una stagione di ben altro spessore, eppure durante la stagione i guizzi di Brookes ed Abraham sono stati ben pochi. Da questa fallimentare esperienza, è nata la voglia del gran capo Muir di cambiare moto, dando piena responsabilità del fallimento del progetto 2016 ai tedeschi della BMW, che raccoglievano maggiori soddisfazioni con il Team Althea di Genesio Bevilacqua.

I problemi economici dello Ioda Racing di Giampiero Sacchi hanno aperto la porta ad Aprilia per l’ingresso in gran stile in questa nuova partnership con la squadra inglese. La voglia di riscatto ed un budget molto importante, hanno fatto pensare durante la stagione invernale, che Savadori e Laverty fossero due candidati naturali per la lotta al titolo. La realtà è piuttosto diversa, ed a questo punto della stagione anche i piloti iniziano ad essere stufi della situazione. Laverty è andato via dalla MotoGP perchè voleva tornare a lottare per la vittoria, mentre Savadori in questo momento non riesce ad esprimersi neanche ai livelli della scorsa stagione, nonostante il 2016. Di certo entrambi sono alla caccia di una moto più competitiva per il futuro, e sarebbe una bella bega per la squadra inglese perdere entrambe le punte, sul cui talento non si possono avere dubbi.

Tati Mercado con la moto dello Ioda Racing ha spesso fornito prestazioni più convincenti, pur avendo avuto una fase di test invernali pari a zero ed un inizio stagione pesantemente condizionato dall’infortunio. Non c’è paragone tra i budget delle due squadre. Forse non c’è neanche dal punto di vista delle capacità tecniche.