Casey Stoner e Ben Spies, l’arte di sopravvivere al ritiro dalle corse

Casey Stoner
@Twitter Ben Spies

Casey Stoner e Ben Spies si rilassano, si godono giornate di sport, in posti esotici ed assieme alla famiglia. Forse non hanno poi tanto sbagliato a ritirarsi?

Alzi la mano chi non ha criticato Casey Stoner e Ben Spies per il loro ritiro dalle competizioni. Siamo certi che in un’ipotetico teatro gremito di appassionati, sarebbero davvero il pochi a sollevare il braccio per dimostrare il proprio consenso verso questa decisione. In tantissimi hanno disapprovato la loro decisione all’epoca del ritiro. Casey Stoner e Ben Spies hanno molto più in comune di quello che una carriera al top del motociclismo potrebbe suggerire. Non parliamo di titoli, con l’australiano che ha due corone MotoGP targate 2007 e 2011 e l’americano che vanta il titolo SBK 2009. Parliamo di successi ottenuti fuori dalle piste. Sia Casey Stoner che Ben Spies hanno guadagnato bene in carriera, diventando testimonials di Aziende che continuano a sborsare ancora oggi fior di quattrini per averli a disposizione nelle proprie campagne pubblicitarie eppure è ovvio che se avessero continuato a correre, i contratti sarebbero stati più ricchi e gli ingaggi più alti.

L’australiano della Ducati si è ritirato quando era al top, dopo essere passato in Honda ed aver dimostrato al mondo che non era la Desmosedici con lui in sella a vincere, bensì il contrario. Perchè quella stessa moto, con altri piloti in sella, ha smesso di vincere. Mentre l’australiano, salito sulla Honda nel 2011, si è laureato immediatamente campione ed ha dovuto deporre la corona nel 2012 solo a causa di un infortunio. Per Ben Spies la situazione è leggermente diversa, forse anche più complessa.

E’ arrivato in MotoGP da grandissima promessa del motociclismo americano, destinato a raccogliere l’eredità di Roberts Jr e Nicky Hayden restituendo il titolo di campione del mondo agli USA. Aveva dominato la stagione 2009 in SBK, ma le cose sono andate diversamente dal previsto, soprattutto quando nel 2012 è nato un problema in Yamaha. In quella stagione era maturo il divorzio tra Rossi e la Ducati, e Ben Spies era ovviamente il predestinato a lasciare spazio a Valentino Rossi in Yamaha. Dando per scontato che un pilota non si dimentica come si guida una MotoGP da un anno all’altro, e che la curva di apprendimento dovrebbe portare un talento a migliorare e non a peggiorare le proprie prestazioni in pista, sarebbe interessante capire come sia possibile che Ben Spies in sella alla Yamaha M1 Factory ha raccolto nella prima stagione 176 punti, conditi da una vittoria ad Assen e tre podi, mentre nel 2012 è diventato un brocco da 88 punti e nessun podio. Questa escalation negativa di risultati ha portato Ben Spies ad approdare in Ducati, di preciso sulla Desmosedici di Pramac nel 2013. Una specie di vicolo cieco per la sua carriera, che si è poi scontrata anche con l’ostacolo di due brutti infortuni che l’hanno definitivamente fatto riflettere.

Di certo avrebbe potuto continuare, nessuno lo avrebbe allontanato. Come minimo avrebbe potuto avere ambizione di tornare in SBK e cercare di vincere di nuovo il titolo. Invece Ben Spies, esattamente come Casey Stoner l’anno precedente, ha deciso di dire basta. Ha detto basta agli ingaggi milionari, ha detto basta alla continua luce della ribalta ed ha detto basta ad un mondo che, nessuno riuscirà mai a togliercelo dalla testa, l’ha letteralmente gettato via per far spazio a qualcun altro. In effetti, la decisione dei due piloti all’inizio è apparsa incomprensibile ai più. C’è chi li ha accusati di non rendersi conto di quanto fossero fortunati a poter correre al top, c’è chi li ha bollati come due derelitti ed anche chi li ha pesantemente offesi per questa decisione apparentemente incomprensibile.

Eppure, guardando le immagini che spesso postano questi due ragazzoni sui propri profili social, noi siamo sempre più convinti che sia Ben Spies che Casey Stoner fossero perfettamente consapevoli della fortuna che avevano, ed hanno deciso di alzarsi dal tavolo esattamente per potersi godere questa fortuna. Lo sport dei motori ad alto livello, sia a due che a quattro ruote, è anche questo: un gioco d’azzardo. Non sai mai quando ritirarti, ed è difficile farlo quando sai che potresti avere la mano buona. Il vero giocatore non è quello che punta fino all’ultimo centesimo, quello è solo un pazzo sfrenato. Casey Stoner e Ben Spies hanno deciso di smettere di puntare, hanno scelto la famiglia, hanno scelto il divertimento e la vita. Voi disapprovate questa scelta? Loro se ne fregano e si divertono. Alla grande. Secondo noi, hanno capito perfettamente di essere dei ragazzi fortunati e si stanno godendo la vita. Chapeau.

Good little run with @official_cs27 at the wheel 🏄🏻😎

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