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ESCLUSIVA MN24 – Fernandez: «Mi impegno per vincere un mondiale»

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Alla vigilia della sua prima stagione in MotoGP, Raul Fernandez sembra avere le idee chiare per il suo futuro

Ogni pilota ha il sogno di diventare campione del mondo, e lo scorso anno Raul Fernandez ci è andato molto vicino in Moto2, nonostante fosse il suo primo anno nella categoria. Quest’anno lo spagnolo sarà uno dei rookie della classe regina e sembra avere già le idee piuttosto chiare su quello che sarà il lavoro da fare per raggiungere il suo sogno.

Abbiamo raggiunto Raul per farci raccontare meglio come si sta preparando al debutto in MotoGP e come sono andati i test a Sepang e Mandalika.

Cominciamo dalla scorsa stagione: che stagione è stata secondo te?
La migliore della mia vita, sono vicecampione del mondo. Durante il primo anno in Moto2 il mio obiettivo era finire tra i primi sette, invece abbiamo lottato fino alla fine per il titolo, incredibile.

E ora, subito il passaggio alla MotoGP. Cosa hai pensato quando te l’hanno proposto?
Prima di salire in MotoGP volevo diventare campione del mondo, ma col mio staff abbiamo deciso che la cosa migliore era fare il passaggio in MotoGP e per questo l’abbiamo fatto. La verità è che sono molto contento della decisione presa. È una sfida diversa, inizieremo a lavorare da zero con una buona base.

Dopo i test, cosa ne pensi della moto?
Stiamo lavorando. È un progetto giovane e una moto abbastanza competitiva. Ha dei punti molto positivi, ma alla fine, come tutto nella vita, devi lavorare e capire gradualmente le cose. È un progetto a lungo termine.

Pensi di poter competere per il titolo di Rookie of the year?
Diciamo di sì, ma non è il nostro obiettivo. Il nostro obiettivo è preparare il futuro.

Quindi, qual è il tuo obiettivo per questa stagione?
Preparare tutto per il futuro: voglio lottare per un Mondiale in MotoGP. Siamo partiti da quest’anno, creando una base per questo.

Come è cambiata la tua preparazione atletica per la MotoGP?
Alla fine mi alleno in modo simile, ma allo stesso tempo in modo diverso. Ho dovuto aumentare di massa muscolare perché è una moto che pesa molto e ha molta potenza e alla fine richiede molto fisico. Quindi, cerco di prepararmi al meglio e soprattutto di guadagnare tre, quattro chili di massa muscolare.

Creare un’atmosfera positiva all’interno del garage è fondamentale per lavorare bene e ottenere risultati. Come crei questo tipo di clima secondo te?
Soprattutto lavorando tutti insieme. Essere una squadra significa stare tutti insieme: quando uno fallisce, tutti falliscono, e quando uno vince, tutti vincono. Ecco come crearlo: attraverso la mentalità.

Anche quest’anno farai squadra con Remy, che è stato il tuo avversario per il titolo l’anno scorso. Dal momento che si dice che il compagno di squadra sia il primo avversario, che tipo di relazione c’è tra voi?
La verità è che abbiamo un buon rapporto. Siamo due piloti che combattono per lo stesso sogno ma alla fine il rapporto umano è un’altra cosa. In questi giorni nelle prove, se dovevamo andare a cena insieme, andavamo a cena insieme. Il rapporto è abbastanza buono ma la verità è che abbiamo lo stesso sogno per cui siamo rivali.

Questo è il terzo anno che siete costretti a convivere con il Covid anche nel paddock. Come ci si prepara psicologicamente a una stagione in cui c’è ancora il rischio di correre senza pubblico, due volte sullo stesso circuito o addirittura di non correre in alcuni paesi a causa del Covid?
Alla fine lo affronto perché andrà gara dopo gara, senza pensare che possa passare il Covid. Voglio raggiungere un buon livello e dare il massimo in ogni gara. Se dobbiamo correre due volte in Austria, corriamo, se non possiamo correre a Mandalika a causa del Covid, non corriamo. Ma alla fine dobbiamo pensare gara per gara

Su quali circuiti non vedi l’ora di gareggiare?
Mi è piaciuto molto Mandalika e poi aspetto i circuiti fuori dall’Europa perché sono circuiti in cui sono stato solo una volta nella vita e mi piacerebbe correrci, perché quelli in Europa sono gli stessi da tre anni. Ma alla fine sono circuiti, devi dare tutto in ogni circuito.

Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza nella guida?
Sono un pilota che… accidenti, è difficile. Forse, è meglio non rispondere a questa domanda, altrimenti gli altri li scopriranno subito(ride, ndr).

Dopo l’incidente, come ti senti? E pensi che cambierai qualcosa nel tuo modo di guidare a Mandalika?
Non credo cambierà nulla, alla fine indosserò il casco e darò il mio cento per cento e lotterò per essere il più avanti possibile. Alla fine è una caduta, volta pagina e continua a lavorare per migliorare. Per fortuna è stato solo uno spavento, ora sto bene e mi sto riprendendo al cento per cento.

 

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Si ringrazia l’ufficio stampa del team KTM Tech3 e il pilota per la disponibilità dimostrata

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