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ESCULSIVA MN24 – Fenati: «Voglio imparare e crescere»

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Dopo un finale di stagione un po’ deludente, Romano Fenati è pronto ad approdare in Moto2 col team SpeedUp e ha ben chiaro in mente il suo obiettivo

Il finale della stagione 2021 ha sicuramente lasciato un po’ l’amaro in bocca a Romano Fenati che però è pronto a riscattarsi nel 2022. Il pilota ascolano quest’anno è pronto a tornare in Moto2 col team di Luca Boscoscuro e in testa ha un obiettivo molto chiaro.

Abbiamo raggiunto Romano per farci raccontare come sta vivendo questo momento di avvicinamento alla nuova stagione.

Partiamo dalla scorsa stagione: com’è andata?
Devo dire che la scorsa stagione è andata molto meglio rispetto alla stagione 2020. Potevamo fare di più secondo me, perché si può sempre fare di più, però diciamo che alla fine abbiamo fatto una buona stagione. Peccato sul finale la caduta a Misano, perché purtroppo lì un po’ si è rovinato tutto il lavoro, mentalmente e fisicamente mi è pesata. Però abbiamo l’abbiamo diciamo archiviata.

Dopo una breve parentesi, quest’anno torni in Moto2: con quale mentalità stai approcciando la nuova stagione?
Sicuramente con con la stessa da qualche anno a questa parte: non mi aspetto nulla, non voglio prefissarmi un obiettivo irraggiungibile, ma nemmeno partire demotivato. Anzi, parto molto motivato per imparare il più possibile, il più in fretta possibile. Cercherò di applicare tutta l’esperienza accumulata finora e cercherò di fare meno errori possibili, ma comunque ho tanta voglia di imparare e di fare delle belle gare.

Cosa ti aspetti dalla nuova moto?
Noi abbiamo fatto i test a fine anno con la moto 2021, la nuova moto la proveremo nelle prossime settimane. Mi aspetto di salire su avere già molta più confidenza e perché nelle due giornate dove abbiamo girato, turno dopo turno era sempre meglio. Il primo è stato un trauma, perché ovviamente la Moto3 è piccolina, faticosa da chiudere sopra quando quando ti metti in carena… Invece questa qui è molto grande, quindi cambiano cambiano tutti tutti gli spazi, per cui, da una parte è molto più facile, molto più comoda, ma dall’altra parte è molto più fisica e pesante. Ha  un’accelerazione maggiore, di conseguenza una frenata maggiore, perché comunque arrivi molto più forte in fondo al rettilineo, ma bene o male prendi i freni poco prima della Moto3 per cui a livello di di frenata è fisicamente più stressante. Però dopo ogni turno andava meglio ed ero sempre più a mio agio, quindi, avendo girato abbastanza quest’inverno con la moto da allenamento, mi aspetto di ritrovarmi un po’ più un po’ più comodo.

 

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Pensi di poter essere competitivo fin da subito?
Sicuramente un periodo di assestamento ci vuole, ma mi auguro di essere competitivo. È tra i miei obiettivi, ma non è un chiodo fisso. La cosa basilare è essere sempre al top per fare il meglio possibile. Poi ovviamente farò degli errori dati dall’inesperienza della categoria, ma sicuramente farò dell’esperienza così .

Come si prepara psicologicamente una stagione in cui c’è ancora il rischio di correre senza pubblico, due volte sullo stesso circuito o addirittura non correre proprio in alcuni paesi a causa del Covid?
Per me è un po’ pesante la situazione, tornare alla normalità sarebbe molto più comodo e più facile perché non ti devi aspettare le mani ogni tre per due, non devi portare la mascherina, cioè non devi avere il cervello impegnato per per non infettarsi. Questo secondo me impegna una parte di cervello solo per quello e potresti impegnarlo in altro. Durante gli allenamenti o nei weekend gara, non lo soffro tanto. Ovviamente, non avere il pubblico è un po’ una una condanna per noi, perché comunque è sempre bello vedere pubblico sugli spalti, le gare dove c’è stato il pubblico in questi due anni sono state le più belle. E poi anche per i team è importante poter avere degli sponsor che possono venire in circuito. Quindi far tornare tutto alla normalità sicuramente sarebbe la cosa migliore per il nostro sport, però ovviamente bisogna tener conto che non bisogna abbassare la guardia.

E fisicamente come l’hai preparata?
L’allenamento è cambiato molto. Abbiamo dovuto cercare di avere più resistenza e quindi abbiamo lavorato molto di più in palestra e diciamo è tutto aumentato. Quello che facevo per la Moto3, aumentato. 

Creare un clima positivo all’interno del box è fondamentale per lavorare bene e ottenere dei risultati. Come si crea questo tipo di clima secondo te?
È una cosa fondamentale avere un buon ambiente di lavoro, ma non solo nel box, in tutti gli ambienti. Io non lo so come si crea, sono sempre molto tranquillo e naturale con tutti quelli che lavorano con me, quindi viene da solo. Poi è ovvio, magari ci sono delle giornate dove fondamentalmente qualcuno ti sta più antipatico, perché alla fine si condivide più tempo con loro che con la famiglia, e capita che ci sono degli screzi come famiglia. Io, perlomeno fino adesso, ho sempre legato molto coi miei compagni di box, quindi capotecnico, meccanico e telemetrista. Ho sempre avuto un buon rapporto con tutti e continua anche con gli ex colleghi.

Le restrizioni dovute al Covid hanno un po’ aiutato in questo senso o andavano ad esasperare il rapporto?
No, esasperare no, perché comunque in quel momento ci si diverte. Anzi magari è stata una cosa positiva. Noi mangiamo nel box, piuttosto che magari andare fuori dal camion, per cui è stato un po’ tornare agli anni Settanta, Ottanta, nel senso che c’è stata più aggregazione sicuro.

Sei un pilota geloso dei tuoi “segreti” oppure riesci a scambiare informazioni anche col tuo compagno di squadra? E in generale, che tipo di rapporto cerchi di avere con i tuoi compagni di squadra?
I segreti con nessuno, nel senso che, a parte il fatto che non ci sono, non c’è la chiave del successo. Poi non puoi avere troppi segreti nella guida anche perché abbiamo i dati condivisi, quindi il primo che li vede è proprio il compagno di squadra. Però no, sinceramente non ho mai avuto rapporti negativi con i compagni di squadra: è ovvio che è il primo avversario, ma a livello sportivo e poi basta. Io ho sempre avuto dei buoni rapporti con tutti 

Quali pensi siano i tuoi punti di forza nella guida e quali quelli su cui devi lavorare?
In Moto2 ancora non li so, però in Moto3 sicuramente un punto di forza era avere una buona velocità da solo e il punto debole era che girando troppo da solo, quando si facevano le gare di gruppo perdevo molto, perché non potevo fare le mie linee. Però, già ci abbiamo lavorato ed eravamo molto più competitivi anche sotto quell’aspetto. 

Qual è l’obiettivo minimo che ti poni per questa nuova stagione?
Sicuramente, fare delle buone gare, andare a punti e più che altro avere una crescita. Non che magari facciamo la prima gara 10° e poi rimanere sul 10°. Preferisco fare la prima gara 15° e fare le ultime gare 5°, 4°, 1°. Comunque se facciamo un podio un po’ prima, non è che mi dispiace… 

Chi vedi favorito per la lotta al titolo?
Non saprei dire, perché alla fine non si possono fare troppe previsioni. Sicuramente Lowes è fortissimo e magari questo potrebbe essere il suo anno, e poi ci sono molti rookie che vanno forte, Canet che è passato con Pons ed è andato molto forte ai test di fine anno. Ci sono stati molti cambi quindi molti che potrebbero fare un flop e molti che potrebbero fare magari un grande passo in avanti. Si è un po’ rimescolato il tutto, però l’unico secondo me che può partire subito forte è Lowes perché è l’unico che non ha cambiato team, quindi è già a un buon punto.

Quest’anno ritrovi in pista Pedro Acosta, che da rookie l’anno scorso è sembrato di un’altra categoria, almeno all’inizio. Pensi che potrà ripetersi quest’anno?
Quest’anno la vedo un po’ più difficile, perché lui veniva comunque dal CEV e dalla Rookies Cup dove aveva corso sempre con KTM, però sicuramente lui è forte e farà delle belle gare.


Si ringrazia l’ufficio stampa del team SpeedUp per la cordialità e la disponibilità

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