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F1, Ecclestone punge Liberty Media: «Non mi vogliono ai GP»

Matteo Senatore 16 Ottobre 2017
ecclestone

ecclestone

L’ex capo della F1 attacca i nuovi proprietari americani di Liberty Media a circa un anno di distanza dalla storica vendita: «Parlano tanto, ma non hanno fatto nulla»

L’antico padrone è tornato a parlare, punzecchiando i suoi successori come solo lui sa fare, con quel misto di ironia e provocazione che l’ha sempre contraddistinto e che ne ha fatto, nel bene e nel, il personaggio cardine della Formula 1 per oltre 40 anni: parliamo, naturalmente, di Bernie Ecclestone l’ex padre e padrone del circus motoristico più grande e redditizio al mondo, pensionato di fatto dopo la cessione dei diritti del campionato di F1 alla statunitense Liberty Media per 8 miliardi di dollari.

Ecclestone è adesso il presidente onorario del Formula One Group ma all’atto pratico non ha più alcun potere; la voglia però di commentare il lavoro dei suoi successori e di togliersi diversi sassolini però non manca al quasi 87 businessman britannico, a cominciare dalla sua presenza sui circuiti: «Quelli di Liberty Media non vogliono che io venga alle gare» ha spiegato Ecclestone al Daily Mail «mi ha chiamato Chase Carey dicendomi che nei circuiti gli uffici sono contingentati secondo il volere del promoter. Loro sono in tre contando anche Ross Brawn e Sean Bratches hanno un ufficio a testa…la verità è che non mi vogliono ai GP e avrei preferito che lo dicessero chiaramente». Ecclestone, che ha confermato di essersi trasferito da Londra alla Svizzera, dove possiede la residenza, non ha poi rinunciato anche a qualche commento sarcastico sull’attuazione dei progetti di Liberty Media: «Loro parlano tanto, ma non hanno fatto molto finora. Dicevano che volevano portare 6 gare negli Stati Uniti…Chase possedeva un preconcetto sulle idee che a suo parere dovevano essere applicate, ma adesso che si trova a bordo deve aver capito che le cose non sono così facili. Mi dispiace per lui».

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