F1, Jenson Button: il campione gentile

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Il britannico, iridato nel 2009 con la Brawn GP, compie oggi 38 anni. Riviviamo alcuni dei momenti più esaltanti della sua lunga carriera in Formula 1

Per 17 stagioni, anzi 18 contando l’ultimo cameo al Gran Premio di Monaco dello scorso anno, Jenson Button è stato parte del grande circus della Formula 1, facendosi apprezzare da tifosi, addetti ai lavori ed avversari non solo per il suo stile di guida, ma per il suo essere un ‘anti-divo’, una persona comune al di fuori della pista. La sua carriera adesso si è spostata in Giappone sulle auto GT,  ma restano scolpiti nella memoria di tutti gli abbracci nei box con suo padre John, sempre presente per seguire il figlio nei weekend di gara. Button però è stato soprattutto un gran pilota ed un campione del mondo spesso troppo sottovalutato dai media. Ripercorriamo insieme i 5 momenti più importanti della sua carriera.

21 marzo 2004 – Gran Premio della Malesia: il primo podio della carriera di Button arriva nel 2004 in Malesia, in una gara complicata dove parte 6° ma alla fine giunge al traguardo alle spalle dei soli Schumacher e Montoya. E’ la sua seconda stagione con la BAR-Honda, team che lo accoglie dopo gli esordi difficili con Williams, Benetton e Renault, e che lui ripaga con una buona stagione 2003 e con un indimenticabile 2004. Nell’anno del 7° titolo di Michael Schumacher, con la Ferrari che vince 15 gare su 18, lui è 3° nel mondiale, il primo dei piloti non vestiti di rosso. A fine stagione i podi sono 10 e i suoi 85 punti permettono al team di chiudere il mondiale costruttori al 2° posto.

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6 agosto 2006 – Gran Premio d’Ungheria: 2005 ed inizio 2006, con il team che è diventato ufficialmente Honda a tutti gli effetti, riservano meno gioie, ma Jenson centra comunque qualche podio. Manca però sempre la vittoria, che arriva finalmente la prima domenica di agosto del 2006. A Budapest, in piena lotta mondiale tra Michael Schumacher e Fernando Alonso, si delinea una gara pazza, condizionata pesantemente dalle bizze del meteo e dagli errori dei piloti più attesi, Schumi e Nando su tutti. E’ qui che emergono la freddezza e il talento di Jenson, che nelle situazioni caotiche trae sempre il meglio dalla vettura, mentre tutti intorno a lui perdono la calma. Il trionfo finale arriva dopo essere partito addirittura 14° e diventa la pietra miliare della stagione.

18 ottobre 2009 – Gran Premio del Brasile: dopo due stagioni disastrose Honda lascia la F1 ‘regalando’ di fatto la scuderia a Ross Brawn. Nel 2009 però i regolamenti cambiano e così, grazie al genio dell’ex ferrarista e ad un’interpretazione del regolamento borderline e forse anche oltre, la cenerentola Brawn GP diventa l’auto da battere. Button surclassa il compagno di box Rubens Barrichello e vince 6 delle prime 7 gare. Sembra un titolo mondiale vinto in carrozza, ma poi le prestazioni della vettura crollano, a Jenson viene il braccino e la Red Bull con Vettel e Webber risale. In Brasile Button può chiudere i conti, ma dopo le qualifiche parte solo 14°. In gara però Jenson dimentica tutte le paure: dopo un giro è 9°, dopo 7 è 7°. Sotto la bandiera a scacchi è 5° e tanto basta per festeggiare un titolo mondiale impensabile solo 10 mesi prima.

12 giugno 2011 – Gran Premio del Canada: da campione del mondo Button passa alla McLaren andando a formare una sorta di nazionale britannica con Lewis Hamilton. Nel 2010 vince due gare e resta in corsa per il titolo per 3/4 della stagione, ma è nel 2011 che si supera: nell’anno del dominio di Vettel è lui l’unico antagonista del tedesco. In Canada conquista l’ennesima vittoria romanzesca in una gara che dura oltre 4 ore causa lunghissima interruzione per pioggia e che vede scendere in pista 5 volte la Safety Car. Al 7° giro Button stringe a muro Hamilton, causando il ritiro del compagno e trovandosi ultimo a causa di un drive through. Risale fino al 10° posto e poi continua la sua rimonta dopo l’interruzione per il diluvio. All’ultimo giro è 2° quando di fronte a lui Vettel sbanda su una pozzanghera e gli cede la vetta. Button vince così la gara trovandosi in testa solo per la seconda metà dell’ultimo giro. Una goduria doppia.

25 novembre 2012 – Gran Premio del Brasile: l’ultima vittoria nella carriera del britannico passa quasi sotto silenzio, nel giorno del 3° titolo mondiale di Sebastian Vettel e del definitivo ritiro dalla F1 di Michael Schumacher, ma è il solito capolavoro di tattica in una gara folle. Tra pioggia, incidenti e rimonte Button resta sempre nella top 3, azzeccando la strategia ai box ma venendo beffato dalla Safety Car che annulla il suo vantaggio. La sfida a 3 con l’altra McLaren di Hamilton e con la Force India di Hulkenberg è spettacolare, ma alla fine i suoi rivali si autoeliminano e sotto la bandiera a scacchi il primo a transitare è proprio Jenson. Campione sottovalutato, ma imbattibile quando la gara prende pieghe imprevedibili ed inaspettate.