F1, la Esports Series punta a crescere ancora nel 2018

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Il campionato disputato tramite il videogame ufficiale della F1 è stato la grande novità della scorsa stagione ed ha avuto un enorme successo tra i giovanissimi; per il 2018 si punta ancora più in alto

E’ stata la novità più sorprendente del 2017, il vero colpaccio realizzato da Liberty Media, il principale segno di discontinuità mostrato nei confronti della vecchia gestione di Bernie Ecclestone: la Formula One eSports Series, il campionato del mondo di Formula 1 per videogiocatori, ha aperto una finestra enorme su un mondo in continua e costante crescita come quello degli eSport. Una crescita talmente prorompente e veloce che si parla addirittura in un futuro non troppo lontano di far diventare le sfide tra i videogiocatori di tutto il mondo uno sport olimpico. La finale mondiale di Abu Dhabi, disputata nello stesso weekend di gara della Formula 1 ‘vera’ e trasmessa in diretta streaming sulla pagina ufficiale di Facebook della F1 ha superato complessivamente i 500mila utenti collegati in diretta tra le tre gare, mentre gli highlights della sfida decisiva, che ha permesso al britannico Brendon Leigh di avere la meglio all’ultimo giro su Fabrizio Donoso e diventare così campione del mondo, con il tedesco Sven Zürner in 3^ posizione, ha superato il milione di visualizzazione; si tratta all’incirca dello stesso numero di views che ha totalizzato la vera gara, quella vinta da Valtteri Bottas. Numeri impressionanti, così come è sorprendente la popolarità a cui sono assorti i protagonisti di questa sfida, con il gesto del dito di Leigh, nel momento di massima tensione della battaglia con Donoso, che è diventato già un must tra i ragazzi appassionati di videogiochi. «La reputazione di chi praticava gli eSports era ancora quella, totalmente sbagliata, di ragazzini poco ambiziosi che giocavano nel seminterrato di casa per otto ore senza mai uscire» ha spiegato ad Autosport Andreas Schicker, capo della ‘eSports business development’ alla Logitech, indicando come la creazione di un campionato F1 per videogiocatori abbia stravolto, in positivo, questa percezione: «Avere figure tipo quella di Fernando Alonso che entrano a far parte di questo mondo (lo spagnolo ha creato un suo team di eSport ndr.) è importante per l’intero settore».

Il campionato eSport può coinvolgere e avvicinare alla F1 anche generazioni di ragazzi che magari non sono così vicini allo sport, ma che seguono invece il mondo dell’ eRacing, come spiega Scott Anderson, sempre di Logitech: «La fanbase di questo sport può non essere la stessa di chi segue l’eRacing, ma grazie a Liberty Media tutto questo sta cambiando, si sta svegliando tutta una nuova generazione; questa cosiddetta generazione “Airbnb” vuole brevi flash: non hanno l’attenzione per seguire tutta una gara intera di Formula 1, ma a loro piace comunque correre e gareggiare. Gli piace l’idea di avere incidenti, sorpassi, azioni spettacolari e da questo punto di vista il mondo virtuale è perfetto». In vista del campionato di F1 eSports 2018 si stanno inoltre studiando nuove idee, visto anche l’enorme successo riscontrato tra il pubblico: il prossimo passo potrebbe essere quello di coinvolgere direttamente i team, facendo scegliere ad ogni scuderia una coppia di piloti tra quelli qualificati alle finali. Di fatto quindi per chi arriva fino in fondo al torneo ci sarebbe la possibilità di diventare compagno di squadra per qualche giorno di Lewis Hamilton o Sebastian Vettel; non male per ragazzi giovanissimi con la passione per i videogiochi. Un altro aspetto che ha colpito molto il pubblico, anch’esso in maniera positiva, è che negli eSports si possono vedere senza filtri le emozioni dei giocatori: se i piloti di F1 hanno gli occhi celati dal casco, i ragazzi delle finale della Formula One eSports Series si potevano guardare dritti negli occhi tra loro e soprattutto il pubblico poteva vedere le loro umanissime emozioni trapelare. Non a caso proprio le particolare espressioni di Brendon Leigh l’hanno fatto diventare un vero e proprio personaggio, quasi come lo potrebbe essere un vero pilota. Il futuro degli eSports e della F1 dunque è ancora tutto da scrivere ma sembra estremamente roseo e redditizio.