F1, Michael Schumacher: 5 momenti chiave di una carriera leggendaria

Michael Schumacher, nel 2013 il tragico incidente sulla neve

Il pilota più vincente nella storia della Formula 1 compie oggi 49 anni; 4 ne sono passati dall’incidente sugli sci che l’ha ridotto in coma per 6 mesi e poi alla lunghissima e blindata riabilitazione in Svizzera

Il più grande, forse. Sicuramente il più vincente. 155 podi, 91 vittorie, 7 titoli mondiali vinti; tutti record difficilmente battibili. Sono i numeri di Michael Schumacher, l’uomo che per quasi due decenni ha regnato sul circus della Formula 1, amato ed odiato come solo i grandissimi campioni sanno essere. Veloce, costante, maniacalmente attento al dettaglio, Schumi ha incarnato il passaggio all’era contemporanea del motorsport, spostando l’asticella più in alto per tutti i suoi rivali. E’ stato però anche al centro di molti episodi controversi e di incidenti che hanno fatto la storia della Formula 1. Il 29 dicembre 2013 l’incidente sulle nevi di Meribel, il coma, la lunga riabilitazione e l’estremo riserbo della famiglia e degli amici che mai hanno lasciato trapelare nulla sulle sue reali condizioni di salute. Ripercorriamo qui 5 momenti chiave della sua carriera in F1, tra vittorie, titoli e incidenti controversi.

13 novembre 1994 – Gran Premio d’Australia: nell’anno della morte di Senna ad Imola, che ci priva di quella che forse sarebbe stata la più grande rivalità di sempre della Formula 1, il mondiale sembra indirizzato facilmente verso la Benetton di Schumacher, che nelle prime 7 gare ottiene 6 vittorie ed un 2° posto. Il tedesco però viene squalificato in Gran Bretagna per un sorpasso a Damon Hill nel giro di ricognizione e per questo subirà pure due gare di sospensione, a Monza ed in Portogallo. Michael viene poi squalificato anche dal GP Belgio, per un irregolarità sul fondo della vettura, e così prima dell’ultima gara il suo margine sulla Williams di Hill è di un solo punto. Ad Adelaide i due si giocano il titolo ed il duello finisce in stile Senna-Prost: Schumacher sbaglia e colpisce un muretto, Hill che lo seguiva tenta il sorpasso ed il tedesco chiude la porta senza pensarci due volte. Risultato: Michael finisce la gara lì, mentre l’inglese prosegue, ma il suo braccetto della sospensione anteriore sinistra è rotto; può solo rientrare ai box e ritirarsi. Schumacher vince così il suo primo titolo per un punto; la Gazzetta dello Sport titolerà il giorno dopo “Schumacher, re crudele”.

26 ottobre 1997 – Gran Premio d’Europa: dopo due titoli in Benetton Schumacher passa alla Ferrari, fortemente voluto da Jean Todt, con l’obiettivo dichiarato di mettere fine al digiuno di titoli piloti che dura dal 1979. Il ’96 è una stagione di assestamento, ma dall’anno dopo la coppia Schumi-Todt è pronta per l’assalto al mondiale. Il rivale è Jacques Villeneuve, figlio di Gilles, indimenticabile eroe ferrarista. La Williams del canadese è l’auto migliore, ma all’ultimo GP Schumacher si presenta con un punto di vantaggio. I due contendenti al trono iridato si odiano, per tutto l’anno si sono scambiati frecciate al vetriolo fuori dalla pista e prima della gara Villeneuve attacca dicendo di temere che il rivale cerchi l’incidente come fatto nel 1994 con Hill. Nelle qualifiche incredibilmente Villeneuve, Schumacher e Frentzen fanno segnare tutti lo stesso tempo al millesimo, ma la domenica la sfida è solo tra Michael e Jacques: il tedesco scappa in testa, il canadese insegue e al giro 47 tenta l’assalto alla curva Dry Sac. Schumacher non se lo aspetta chiude brutalmente la porta, ma stavolta ad uscire dalla gara è solo la sua vettura. Villeneuve chiude 3° dietro le McLaren e vince il titolo mentre per il ferrarista scatta l’esclusione dalla classifica finale di quel mondiale per il suo comportamento antisportivo. E’ il punto più basso della sua carriera e del suo rapporto con i tifosi ferraristi.

8 ottobre 2000 – Gran Premio del Giappone: missione compiuta. Dopo 4 anni di bocconi amari e delusioni Schumacher e la Ferrari coronano il sogno di tornare al successo mondiale. E’ il più grande trionfo nella carriera del tedesco che conduce al successo la F1 2000 nel gara di Suzuka, aggiudicandosi così matematicamente il titolo iridato al termine di una stagione epica vissuta sul duello tra lui e Mika Hakkinen, campione nelle due stagioni precedenti. La Ferrari interrompe un digiuno di ben 21 anni e Michael centra il traguardo che lo conduce direttamente nella leggenda. La svolta decisiva arriva grazie alle strategie, con Schumacher che sfrutta i giri in più in pista dopo la sosta del rivale per costruirsi il margine necessario ad attuare il sorpasso. E’ il primo titolo di un filotto di 5 mondiali consecutivi, record ancora imbattuto in F1. Schumi e la Ferrari inaugurano l’era degli ‘Invincibili’.

8 ottobre 2006 – Gran Premio del Giappone: 6 anni esatti dopo il titolo del 2000 Schumacher dice addio al sogno dell’8° mondiale. Dopo una rincorsa durata tutta la stagione alla Renault di Fernando Alonso, il tedesco 7 giorni prima, in Cina, ha vinto il 91° GP in carriera ed ha appaiato lo spagnolo in testa al mondiale. La corsa nipponica lo vede al comando e proiettato verso la leadership solitaria in campionato, ma al giro 36 il motore della Ferrari va in fumo, spegnendo il sogno di un ennesimo trionfo. Due settimane dopo Michael disputa quella che doveva essere l’ultima gara della sua carriera, in Brasile, salutando per sempre la Ferrari, almeno da pilota.

26 maggio 2012 – Gran Premio di Monaco: dopo qualche stagione da consulente per la rossa ed un mancato ritorno nel 2009 per sostituire l’infortunato Felipe Massa, Michael Schumacher nel 2010 sceglie la strada del clamoroso ritorno in F1 con la Mercedes, guidata da Ross Brawn. Il ritorno però è difficile e Michael nel corso delle tre stagioni con la scuderia tedesca non riuscirà mai a tornare alla vittoria. Il suo ultimo lampo lo regala di sabato, nel giorno delle qualifiche del GP di Montecarlo. Sulle stradine del principato l’allora 43enne tedesco torna lo Schumi dei tempi d’oro e realizza il miglior tempo. Non potrà però partire dalla prima casella in griglia per via di una penalità rimediata a Barcellona nel Gran Premio precedente. Sarà il suo ultimo vero acuto in pista. Circa un mese dopo arriverà a Valencia l’unico podio ottenuto con la Mercedes, un 3° posto, e poi a fine anno il secondo ritiro.