F1, Ricciardo-Verstappen: la strana coppia che funziona

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I due piloti della Red Bull sono acerrimi rivali in pista ma si rispettano e si stimano fuori dai circuiti; e per il 2018 sono pronti ad andare all’assalto del titolo mondiale

Veloci, talentuosi, sfrontati (soprattutto uno), abili nei sorpassi e affamati di vittorie; è questo l’identikit della coppia di piloti più strana e funzionale dell’intero paddock della Formula 1: parliamo del duo Red Bull Max Verstappen-Daniel Ricciardo. Le recenti parole del talentino olandese, che ha detto di auspicare che l’australiano resti per lungo tempo il suo compagno di box nel team austriaco, ha gettato ulteriore luce su un rapporto particolare e quasi inedito all’interno del mondo della F1. Quello di due piloti entrambi molto veloci ed entrambi in grado di competere per il successo che se le danno di santa ragione in pista ma che riescono a mantenere un ottimo rapporto umano tra di loro; non solo: che si stimano. Aveva già messo in risalto questo aspetto lo stesso Ricciardo, qualche mese fa, quando ad una domanda su quale fosse il compagno più forte che avesse mai avuto in carriera, invece di indicare Vettel, un 4 volte campione del mondo, aveva risposto senza esitazioni: «Max Verstappen». Questa volta è stato il giovane numero 33 della Red Bull a ricambiare le belle parole: «Daniel è un ragazzo eccezionale» ha spiegato Max «abbiamo trascorso grandi momenti insieme fuori dai circuiti e c’è grande rispetto tra di noi. Se uno è più veloce dell’altro non abbiamo problemi a riconoscerlo e questo è molto importante». Certo gli scontri in pista, anche duri, non sono mancati: emblematico il GP di Ungheria dello scorso campionato, quando Max urtò Daniel in partenza provocandone il ritiro e Ricciardo attese il passaggio del compagno al giro successivo per indirizzagli un gestaccio, ma le fratture tra i due sono sempre state ricomposte dopo la gara; l’opposto di quello che è accaduto ad esempio in Force India tra Esteban Ocon e Sergio Perez, la cui convivenza difficoltosa ha creato un’infinità di problemi alla scuderia indiana.

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Non c’è al momento un altro team che possa contare su due piloti di pari livello o quasi che abbiano un rapporto di questo tipo: è nota l’amicizia tra Vettel e Raikkonen, ma la stagione appena trascorsa ha dimostrato, una volta di più, che si tratta di prima e seconda guida ben distinte. Stesso discorso si può fare per la Mercedes, dove Bottas è poco più di un gregario di Lewis Hamilton. A Brackley sanno bene cosa vuol dire avere due galli in un pollaio: gli scontri violentissimi tra lo stesso Hamilton e Rosberg nel triennio 2014-2016 sono ancora negli occhi e nella mente di tutti e c’è chi è pronto a scommettere che l’armonia tra Max e Daniel farà la stessa brutta fine non appena entrambi si troveranno in lizza per il mondiale, magari già nel 2018 se la Red Bull dovesse proseguire il trend di crescita mostrato a fine 2017: «Non credo che il nostro rapporto cambierebbe troppo anche il quel caso» spiega Verstappen «magari ci sarebbe maggiore tensione, ma non arriveremmo al punto in cui sono arrivati Rosberg ed Hamilton».

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La coppia Ricciardo-Verstappen ha disputato insieme 38 gare, a partire dal GP di Spagna del 2016, ed il bilancio tra i due è in equilibrio: 3-2 il computo delle vittorie a vantaggio dell’olandese, mentre l’australiano ha ottenuto più podi, 17 contro 11. Il 2018 potrebbe essere l’anno cruciale per la coppia, soprattutto per quel che riguarda Ricciardo: il numero 3 infatti è in scadenza di contratto a fine anno e sembra dubbioso se continuare o meno a legare il proprio futuro a quello dei ‘bibitari’, nonostante Chris Horner e la Red Bull lo vogliano confermare. Molto dipenderà dalla competitività della vettura, visto che Daniel ha ormai 28 anni e il prossimo contratto potrebbe essere quello decisivo per riuscire a continuare ad inseguire il sogno di un titolo iridato. Di certo se la RB14 dovesse dimostrarsi competitiva nessuno potrà sottovalutare per il successo finale questa coppia di tori scatenati, pronti a scornarsi in pista e a tornare a fare squadra non appena è calata la bandiera a scacchi.