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F1, Webber critico sulle scelte di Alonso: «Difficile unire Formula 1 ed Endurance»

Matteo Senatore 9 Gennaio 2018
webber

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L’ex pilota della Red Bull e grande amico di Fernando nutre dubbi sulle possibilità di conciliare i due impegni: «La F1 non permette distrazioni»

La scelta di Fernando Alonso di cimentarsi in altre categorie mentre ancora corre in Formula 1, ed il suo sogno di centrare la tripla corona, vincendo in tre serie molto differenti tra loro, tiene ormai banco da poco meno di un anno in molti dei discorsi di addetti ai lavori e appassionati. Il pilota asturiano ha tentato nel 2017 di trionfare alla 500 miglia di Indianapolis e in questo 2018 appena iniziato si sta cimentando nell’Endurance: il 27 gennaio correrà la 24 ore di Daytona, per la quale sta partecipando ai test sul circuito della Florida proprio in questi giorni, ed il suo grande obiettivo è provare a vincere a Le Mans in giugno. In generale i commenti al tentativo di primeggiare anche in altre serie del due volte campione del mondo di F1 sono sempre stati positivi, con la scelta di Alonso che è stata paragonata a quella dei piloti degli anni ’60 e ’70, Jim Clark e Graham Hill per citarne due, per i quali era normale competere anche nella stessa stagione in campionati differenti. C’è però chi va in controtendenza e ritiene la scelta di Alonso un errore: lo pensa l’ex rivale in Formula 1, e grande amico personale di Fernando, Mark Webber.

@REDBULLCONTENTPOOL

L’australiano, che come Alonso ha sfiorato il titolo mondiale del 2010, perdendolo poi all’ultima gara a vantaggio del suo compagno in Red Bull Sebastian Vettel, ha criticato la scelta di Alonso di voler prendere parte alla prova Endurance per eccellenza, nel pieno della stagione di F1. «E’ un errore» ha spiegato Webber, che proprio al termine della sua carriera in Formula 1 ha scelto di passare alle gare di durata, vincendo anche il mondiale WEC nel 2015 «si tratta di due campionati che consumano entrambi molta energia. Io credo che se sei in Formula 1 non puoi permetterti di distrarti, è una categoria così specifica che richiede una dedizione totale e assoluta». Il pilota australiano ha risposto anche a chi gli ha presentato il caso di Nico Hulkenberg che nel 2015, da pilota in attività di Formula 1, vinse la mitica corsa francese con la Porsche, battendo proprio l’equipaggio gemello di cui faceva parte Webber, ‘confinato’ al 2° gradino del podio: «E’ una situazione diversa, perché Nico correva in F1 per un team di seconda fascia (la Force India ndr) e la pressione è diversa. Inoltre correva a Le Mans con la squadra migliore e questo gli ha certamente semplificato molto le cose». Webber però non ha voluto affatto minimizzare la portata dell’impresa che raggiungerebbe Fernando se dovesse vincere in Francia al primo tentativo: «Sarebbe fantastico se vincesse. Ha un grandissimo talento come pilota ed è una grande persona, ma in questo caso ha tutto da dimostrare».

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