Ferrari, a Singapore un harakiri che pesa

Nessuna sanzione per l’incidente al via che ha visto protagoniste le due rosse e Verstappen, ma la sensazione è che Vettel abbia rischiato troppo cercando di chiudere l’olandese

Dal Gran Premio di Singapore ci si aspettava una svolta decisiva per la stagione della Ferrari; una vittoria, su una pista amica, che permettesse a Vettel di tornare in testa al campionato e di mettere pressione su Hamilton e sulla Mercedes in vista delle 6 tappe finali del campionato. Purtroppo la svolta è arrivata nel senso opposto: la ‘rossa’ ha firmato il primo doppio zero da due anni a questa parte in una gara dove probabilmente avrebbe potuto piazzare entrambe le vetture sul podio, perchè no in prima e seconda posizione. La carambola al via che ha coinvolto Vettel, Raikkonen e Verstappen è stata giudicata come un incidente di gara dalla FIA e la decisione è condivisibile. Nessuno dei tre piloti ha una responsabilità chiara ed evidente: si è trattata di una concatenazione di eventi particolari che vanno dalla pioggia, alla partenza sprint di Kimi, all’impossibilità per Vettel di vedere che il compagno stava superando la Red Bull di Verstappen. Giusto dunque assolvere tutti, ma qualche analisi la si può fare.

La manovra più evidente riguardando le immagini del contatto è quella di Vettel che taglia in maniera decisa da destra a sinistra per andare a stringere l’olandese: si tratta di un movimento frequente per chi parte dalla pole position ed è una mossa assolutamente legittima che ha come obiettivo quello di proteggere la propria posizione. Michael Schumacher, per dire, faceva spessissimo questa manovra, basti pensare alla partenza dello storico Gran Premio di Suzuka del 2000. Resta però una domanda: era il caso per Sebastian di essere così aggressivo nei confronti di un pilota che è notoriamente ‘borderline’ come Verstappen, sapendo che Hamilton, suo rivale per il titolo, era comunque più indietro? Difficile rispondere. Forse Seb ha sentito su di sè la pressione di una gara da vincere a tutti i costi e il non perfetto stacco dalla griglia di partenza può averlo indotto a chiudere Max per evitare di perdere la prima posizione ottenuta con tanta fatica al sabato in un circuito su cui è difficile superare in pista. Una reazione umana e comprensibile, ma che unita alla sfortuna ha generato un incidente che rischia di pesare tremendamente da qui a fine anno. Fa bene Arrivabene a dire che la Ferrari non si arrende, ma 28 punti di vantaggio a 6 gare dalla fine sono un bottino che mette Hamilton in una posizione di grande forza: basti pensare che se Vettel vincesse i prossimi quattro GP ed il britannico finisse sempre 2° i due si troverebbero a pari punti. L’unica speranza è che Lewis e la Mercedes ‘ricambino’ lo zero regalato dalla Ferrari e in questo caso un dato numerico arriva in aiuto alla ‘rossa’: da quando nel 2010 è entrato in vigore l’attuale sistema di punteggio nessun pilota ha mai concluso il campionato andando a punti in tutte le gare. I tifosi di Hamilton sono autorizzati a toccare ferro.