Formula 1, Gp Russia: i promossi e i bocciati del weekend a Sochi

Valtteri Bottas, pilota finlandese della Mercedes

Vince Bottas che, una volta tolto di mezzo Hamilton causa penalità, si scrolla di dosso le paure e impone un ritmo insostenibile per tutti

PROMOSSI

⇑ Bottas Dopo essere stato sonoramente mazzuolato in qualifica, il finlandese mostra i muscoli già al via, tentando l’attacco ad Hamilton. Una volta che l’inglese viene fermato per scontare la penalità, il finnico va in testa e non lo prendono più, con un ritmo forsennato che neanche Verstappen riesce a reggere. Questa vittoria però è il sintomo di quanto soffra di sudditanza psicologica nei confronti del compagno di squadra; quando ce l’ha davanti subisce in silenzio, quando non c’è, si scatena.

⇑ Verstappen L’ha definito “il miglior giro in qualifica della sua carriera” e probabilmente ha ragione; era difficile, per non dire impossibile, stare davanti ad una delle Mercedes e lui ce l’ha fatta, riuscendo anche a ripetere l’impresa in gara; unica nota stonata la partenza dove si era fatto infilare anche da Ricciardo ed aveva recuperato la posizione solo con una mossa al limite del regolamento.

⇑ Leclerc Arrabbiatissimo dopo le qualifiche, in realtà l’eliminazione in Q2 gli ha permesso di montare gomma media al via e avere così una strategia vincente; risale fino al 6° posto anche se la sua Ferrari proprio non ne aveva per stare più vicina a Ricciardo, penalizzato di 5”.

⇑ Perez Appiedato, ancora senza un sedile per il 2021 eppure Sergione tira fuori una gara di grande sostanza, prendendosi lo scettro di “primo degli altri”. 4° in qualifica e 4° in gara dove rimedia ad una partenza un po’ così e mostra un gran passo, arrivando al traguardo in carrozza.

BOCCIATI

⇓ Vettel La Ferrari qualche piccolissimo passo in avanti l’ha mostrato, lui no; a muro in qualifica (rovinando peraltro anche il giro a Leclerc, ndr), mai incisivo in gara. Il confronto con il compagno di squadra è impietoso, così come il fatto di non riuscire a passare Raikkonen. Il 13° posto è davvero il segnale che ormai ha staccato la spina.

⇓ Hamilton Gli “errorini” stanno iniziando a diventare troppi; se a Monza gli si è dato il beneficio del dubbio per una comunicazione poco chiara e pochi secondi per decidere, stavolta lui e il team sono imperdonabili; prova due volte la partenza in un punto della pit lane in cui non era consentito, becca 10”, senza contare il rotto della cuffia con cui ha evitato di essere eliminato in Q2 al sabato, rischiando di partire 15°.

⇓ Sainz Secondo ritiro per un incidente al via ma questa volta l’errore è gravissimo; va lungo in Curva 1 dopo una brutta partenza e, nel tentativo di recuperare passando dalla chicane di polistirolo (traiettoria obbligatoria per chi andava lungo, ndr), picchia nel muro. Un errore da principiante delle corse. Così non va, Carlos.

Direzione corsa Anche questa volta finisce nella lista dei bocciati la direzione gara; inconcepibile come si possa impiegare oltre mezz’ora per penalizzare Hamilton per un qualcosa di evidente e palese. C’era modo e tempo per infliggere una penalità in griglia, in ogni caso è inammissibile che la penalità arrivi al giro 7. Dopodiché, si penalizza Ricciardo per essere andato lungo di pochi centimetri e si sorvola sulla manovra pericolosissima di Verstappen al via che sì, avrà anche fatto la chicane di polistirolo, ma non ha nemmeno provato a fare la curva, ha tenuto giù il gas ed è andato dritto a prendere la chicane per poi rientrare pericolosamente in pista mentre passava il gruppo. E’ stata considerata una manovra corretta nonostante fosse evidente che così facendo, anziché perdere tempo, ne ha guadagnato molto.