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MotoGP

GP Valencia: l’ultima conferenza stampa di Valentino Rossi

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Il paddock di Valencia ha accolto Valentino Rossi e ha celebrato i nove titoli mondiali del campione

È ufficialmente iniziato il weekend del GP Valencia, l’ultimo di Valentino Rossi da pilota di MotoGP. Dorna, nella persona di Carmelo Ezpelera ha deciso di celebrare il mito di Valentino Rossi, esponendo al circuito Ricardo Tormo le nove moto con cui ha vinto i suoi nove titoli mondiali: le due Aprilia, le tre Honda dei primi titoli in classe regina e le quattro Yamaha.

«Questa stagione è stata strana, soprattutto da quando ho detto che è l’ultima. Per questo weekend cercherò di fare del mio meglio, spero di avere un buon meteo. Vedere tutte le mie moto insieme è stata una bella emozione. Io le ho a casa, tranne le Honda, ma vederle tutte insieme è stato fantastico. La sensazione è comunque strana, ho cercato di affrontarlo con normalità, ma comunque non posso pensare che da lunedì la mia vita sarà diversa. La parte migliore della mia carriera? Aver fatto appassionare a questo sport milioni di persone».

L’unico rimpianto di Rossi resta il decimo mondiale: «Mi spiace non aver vinto il decimo mondiale, perché dal 2009 comunque per diversi anni sono stato competitivo e avrei potuto vincerlo, sarebbe stato come chiudere il cerchio, ma la chiamano “la maledizione del nove”, anche i podi sono 199. È un numero che torna spesso nella mia carriera».

La carriera di Valentino è durata oltre vent’anni, ma Rossi è stato sul punto di smettere qualche volta: «Qualche volta in questi anni ho pensato di essere alla fine della carriera, tipo nel 2012, ma poi ho continuato a correre per dieci anni. È una “storia infinita” ma adesso sta finendo. Il mio nuovo sogno? Il mio sogno era diventare campione del mondo e l’ho realizzato, adesso per me inizia una nuova vita diventerò padre, non so qual è il mio sogno».

Negli anni Rossi ha incrociato grandi rivali che hanno reso grande la sua carriera: «Se devo citarne uno dico Biaggi: avere due italiani che competono per vincere il mondiale è stato fantastico. La rivalità è alla base dello sport, ti porta sempre a fare meglio».

Pensando a domenica: «Quando abbiamo scoperto che la somma dell’ultima data è 46 ci siamo detti ‘Non è stato facile convincere Dio!’ Magari è un segno o una coincidenza, non lo so. Non posso predire quello che farò, non penso di piangere. Di solito in questi momenti sorrido, il mio carattere è così».