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Le auto europee affondano: né Cina né Trump, il ‘nemico’ è proprio l’UE

Christian Camberini 13 Agosto 2025
Auto europee crisi

Auto europee, crisi enorme (www.motorinews24.com)

Le auto europee stanno vivendo un momento davvero duro, e forse il motivo potrebbe essere legato alle mosse dell’Unione Europea.

Le automobili europee stanno vivendo un autentico momento negativo, per non definirlo in altro modo, viste e considerate le perdite delle principali aziende del vecchio continente. Di fatto, il 2025 per l’Europa automobilistica ha rappresentato finora un anno a dir poco delicato, con la Cina che continua a crescere – e a farsi notare anche in mercati importanti come quello italiano – mentre i dazi da parte degli Stati Uniti non fanno altro che incrementare le difficoltà già evidenti di mezza Europa.

Probabilmente tante di queste difficoltà in parte sono dovute alle conseguenze che arrivano dall’amministrazione Trump, ma anche l’Europa ci ha messo del suo attraverso regole sempre più rigide e decisioni sempre meno dirette verso il favorire principalmente le società italiane, tedesche e francesi. Ebbene, la situazione per alcuni marchi in particoalre è stata non poco disastrosa, come dimostrano i numeri di quest’anno.

Auto europea in crisi, motivi e numeri

I prezzi delle auto aumentano, i salari non crescono adeguatamente, le normative ambientali dell’UE mettono pressione a un settore cià assediato dallo sviluppo rapido delle aziende cinesi e dai dazi americani che non danno tregua neanche ai marchi storici. Un quadro doloroso in alcuni casi e in altri devastante. Lo sa bene Stellantis, con i dazi che peseranno per 1,5 miliardi di euro (e il vero imaptto deve ancora essere avvertito), con il Gruppo che ha perso oltre 2 miliardi netti nei primi sei mesi.

 

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Renault non se la vede tanto meglio, anzi, dato che l’azienda ha perso oltre 11 miliardi nel primo semestre. Volkswagen, che ha subito un impatto negativo di 1,3 miliardi a causa dei dazi, ha dovuto ridurre le previsioni per il 2025, con il margine operativo che si aggira tra il 4 e il 5%. E non è tutto, perché Porsche ha ridotto le stime per la terza volta in un solo anno, segnalando un onere di 400 milioni. Rispetto al 6,5% iniziale, adesso il margine è del 5%.

In soli tre mesi, poi, Volvo ha perso 890 milioni. Questo principalmente a causa dei dazi. Il marchio ha annunciato un piano di riduzione dei costi di 1,6 miliardi di € per far fronte a una situazione che rischia di danneggiare nettamente questo storico brand svedese. Se è vero che Cina e America stanno portando l’Europa sul ciglio del segmento auto, anche l’Unione Europea non sembra aiutare più di tanto le società del vecchio continente. Anzi, tutt’altro.

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