Polemica Michelin, il responsabile Taramasso replica ai piloti

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Michelin respinge le numerose accuse ai suoi pneumatici arrivate anche durante il GP di Germania, Taramasso accusa: «Alcuni piloti mi hanno chiesto se erano le stesse gomme di Assen»

Per tutto il 2016, anno del suo ritorno nella MotoGP, le discussioni intorno al tema delle nuove gomme Michelin e all’impietoso paragone col grado di affidabilità e perfezione raggiunti dal predecessore Bridgestone abortivano tutte dietro al parafulmine dell’inesperienza. Ma con l’arrivo del 2017 e del nuovo campionato, la situazione non è migliorata e piloti e costruttori si mostrano sempre più insofferenti, con continue polemiche e accuse alle gomme a giustificare quasi tutte le difficoltà riscontrate in pista e i rendimenti altalenanti. Il responsabile Piero Taramasso, dopo numerose dichiarazioni diplomatiche che cercavano di mediare il clima, passa ora al contro attacco per difendere la professionalità e l’immagine della ditta e replica colpo su colpo: «alcuni piloti mi hanno chiesto se fossi sicuro che alcune gomme portate qui fossero le stesse di Assen, sì lo sono ma questa è una pista completamente diversa. A volte i piloti dimenticano che lo pneumatico non è l’unico fattore, ci sono le condizioni della pista, la pressione di gonfiaggio, la temperatura, tante cose che possono cambiare le performance. Bastano piccole modifiche per cambiare il comportamento di una gomma».

MICHELIN DI QUALITA’ E IN MIGLIORAMENTO- Inoltre i passi in avanti rispetto all’anno scorso ci sono stati secondo Taramasso, che confuta anche ogni tesi secondo cui il range per le temperature di esercizio sarebbe troppo ridotto «All’anteriore abbiamo delle mescole con finestre di utilizzo molto ampie, come quella usata ad Austin, Jerez e altre tracciati, funziona tra i 15 e 35°. Le altre hanno un range di utilizzo più ridotto, ma è almeno di 15° e abbiamo migliorato molto rispetto allo scorso anno» e ha poi concluso perentorio «Il nostro controllo di qualità è molto scrupoloso, controlliamo le gomma dal momento in cui vengono prodotte, poi nel trasporto e ne seguiamo tutta la vita». Il fornitore francese sembrava avere bisogno di almeno una stagione di “rodaggio” prima di poter sfornare nuovamente pneumatici di livello, che non dessero problematiche, ma adesso che ancora non sta avvenendo team e riders sembrano disposti a non lasciargliene passare più una. Michelin invece inizia a dare i primi segnali di nervosismo. La seconda parte di campionato si annuncia infuocata e decisiva anche per la polemica gomme.