“Le Iene” e l’attacco gratuito al mondo delle Minimoto in Italia

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@Servizio “Le Iene”

Il programma “Le Iene” si è scagliato contro le gare di minimoto, accusate di essere troppo pericolose per i giovani piloti

Cattivi genitori, ambiente pericoloso e un pessimo esempio di sport: questo è quello che si evince dal servizio della trasmissione “Le Iene” andato in onda nei giorni scorsi e sulla bocca di tanti appassionati. Sembra quasi che i giovani talenti italiani siano costretti con tanto di frusta a calarsi nei panni di centauri incuranti dei pericoli, succubi della spietata ambizioni dei propri genitori. Durante gli undici minuti di riprese non sono mai prese in considerazione la passione, il divertimento, la voglia di diventare dei campioni che anima questi ragazzini in sella. Il tutto è ridotto ad una specie di circo dove i bambini sono degli animali alla mercé degli adulti che li costringono ad esibirsi. I campionati di minimoto sono una realtà importante, che preparano i bambini alla futura carriera di pilota e se, in questo ambiente, ci sono delle mele marce questo non è da imputare allo sport quanto ai singoli: basta andare nei campetti delle partite di calcio dei pulcini, o sugli spalti delle piscine durante una normale domenica per vedere che i genitori esaltati sono ovunque e spesso sono l’aspetto peggiore per i propri figli.

Dopo il servizio le reazioni del pubblico sono state di due tipi, c’è chi si è detto “shockato” nel vedere dei bambini correre in moto e chi ha preso le distanze da un video troppo schierato, montato ad arte per mostrare solo gli aspetti negativi di questa attività sportiva; anche il preside della FIM, la federazione motociclistica italiana, Giovanni Copioli si è detto dispiaciuto per ciò che è stato mostrato a “Le Iene”: «Sono molto dispiaciuto ed amareggiato per l’immagine delle Minimoto scaturita da un servizio superficiale e non corrispondente alla vera realtà . Le Minimoto sono parte fondamentale del nostro sport e da anni è seguito e regolamentato in modo attento e professionale. Non a caso tutti i più grandi campioni hanno iniziato così. Ad iniziare da Rossi, fra l’altro chiamato in causa come “cattivo esempio” avendo corso con una recente frattura. Il mondo delle Minimoto, ripeto primo gradino fondamentale per far crescere nuovi talenti di un sport riconosciuto dal CONI, è stato certo raccontato meglio in altre occasioni. Voglio ringraziare invece tutte le donne e gli uomini che di questo mondo fanno parte, per l’impegno e la passione che mettono sempre a disposizione per far in modo che dei giovani possano formarsi attraverso un’attività sportiva nella quale si apprendono sacrificio, lealtà e rispetto delle regole. Festeggiamo quindi i nuovi campioni italiani e guardiamo con ancora più impegno ed entusiasmo alla prossima stagione 2018».

Correre in minimoto è indubbiamente uno sport rischioso, così come lo è il motociclismo nel suo complesso, ma demonizzarlo senza riconoscerne gli aspetti positivi e accusando tutto l’ambiente di essere un cattivo esempio non poteva non portare con sé delle polemiche, o almeno la difesa di chi vive e lavora per questo sport.