Moto2, Pasini: «In moto si guida con le palle e non con le braccia»

Mattia Pasini
@Honda ProRacing

Mattia Pasini in questa stagione in Moto2 sta finalmente raccogliendo i frutti di anni di sacrifici durante i quali non si è mai arreso, a dispetto di mille difficoltà

Mattia Pasini in Moto2 sta vivendo un bel momento, finalmente il pilota italiano della Italtrans sta riuscendo ad essere competitivo e costante e la vittoria al Mugello dopo la bagarre con Tom Luthi e Alex Marquez sembra che sia riuscito a sbloccarlo, complice anche una delle prime più belle performance sul tracciato toscano. Valentino Rossi ha definito la sua vittoria: «Il sogno di ogni pilota italiano» e detto da un nove volte campione del mondo non può che contare molto per Pasini, che ha parlato di queste grandi soddisfazioni in un’intervista rilasciata al sito inglese Crash.net: «Dopo dieci anni e tutte le difficoltà che ho affrontato, vincere una gara come quella all’ultimo giro, superando due piloti in due punti storici, le sue curve più belle del mondo: è davvero qualcosa di speciale». La carriera di Pasini non è stata semplice, condizionata in modo pesante da un incidente in motocross nel 1998 che lo ha lasciato con un nervo lesionato al braccio destro, infortunio che gli impedisce ancora oggi di potersi cimentare con i bolidi della MotoGP.

MATTIA PASINI
@DUCATI PRAMAC

Pasini però non è un tipo che si arrende: «Si guida con le palle, non con le braccia» così ha reagito all’incidente tentando anche di correre in MotoGP nel 2012 per poi tornare indietro una volta compreso di non avere sufficiente forza per tenere testa a quella belva da 270 cavalli sfruttando tutto il proprio talento. Da quel momento trovare qualcuno che gli desse fiducia non è stato facile. «Ho avuto poco tempo per autocommiserarmi, anche se nessuno mi credeva. Ho continuato ad allenarmi e a correre senza mai pensare di smettere. Non mi sono mai arreso» afferma adesso Matta Pasini pensando al suo passato. Il pilota ha cercato di risolvere il suo problema inventando un sistema frenante adatto a lui, ha resettato la sua mente imparando a frenare con una leva a sinistra, prima sulle moto da cross e in seguito su quelle da strada. Nessuno voleva ascoltarlo all’inizio ma quando ha trovato le persone giuste la situazione è cambiata.

Claudio Bellina, proprietario del team Italtrans insieme alla moglie Laura è stato il primo ad averlo ascoltato e preso sul serio: «Siamo andati a cena parlando come amici e abbiamo capito di avere fiducia l’uno nell’altro. Se hai le persone giuste intorno puoi essere forte, altrimenti gli altri possono distruggerti, almeno per me è così» ha dichiarato Pasini che dal 2016 corre nel team con Giovanni Sandi come capo meccanico e Mario Martini come telemetrista, due professionisti che lo conoscono bene e sanno come rendere la moto perfetta per lui: c’è voluto tempo ma finalmente, in questa stagione, i risultati sono arrivati. «Da Jerez siamo migliorati, riuscendo a competere per il podio anche se a causa di alcune penalità ho raccolto meno di quanto avrei potuto. Dobbiamo pensare al presente, guardare a questa stagione senza rimuginare sul passato che ormai non è importante: amo le moto, anche nei momenti più brutti questo non è mai cambiato. Mi piace sfiorare il limite e lottare, è la mia vita». Una vera dichiarazione d’amore per un mondo che merita la storia romantica di Mattia, un campione che ha saputo davvero affrontare e sconfiggere i propri demoni.